Arriva di corsa, ma perfettamente puntuale. Questi ultimi giorni di campagna elettorale sono i più convulsi. Non che prima sia stato più rilassante: Davide Galimberti, ormai, sta lavorando da mesi come se fosse già sindaco, incontrando i cittadini, battendo palmo a palmo tutto il territorio, preparando le delibere che, se eletto, porterà subito nella prima riunione di giunta. La data è già fissata: il primo luglio. Questo perché non bisogna perdere tempo: «Varese ha già perso tantissime occasioni di sviluppo, non possiamo permetterci nuovi ritardi».
È stata un’esperienza sicuramente molto più interessante di come potevo immaginare all’inizio. Mi sento arricchito sotto moltissimi aspetti. Ho incontrato migliaia di cittadini, ho conosciuto persone che, senza candidarmi, non avrei mai avuto l’occasione di incontrare. Sono soddisfatto, per aver conosciuto meglio la città e i varesini. E aver contribuito a discutere seriamente sul futuro della città.
Come ho detto all’inizio della mia campagna, io non sono sceso in politica. Ma farò il sindaco per i due mandati previsti dalla legge. Dopodiché ho firmato un impegno con i cittadini, dove dichiaro che non assumerò ulteriori incarichi politici. Lo faccio per il bene della mia città. Penso di avere quelle caratteristiche per amministrare con concretezza e determinazione un Ente, che ha bisogno di una guida a tempo pieno, di una presenza costante 24 ore su 24.
Il civismo, in una citta che dev’essere rilanciata, è la concretezza di fare le cose che si promettono. Domenica, i cittadini avranno la possibilità di scegliere tra la continuità, ovvero chi non ha fatto nulla per la città, quindi il mio avversario, e chi invece guarda al futuro di Varese e alla possibilità di rilanciarla con l’attuazione del programma presentato, dove abbiamo inserito tutte cose fattibili, indicando anche i modi e i tempi.
Lui è il candidato della Lega per un semplice motivo: uno che ospita per sei, sette volte Salvini, che candida Maroni come capolista della Lega Nord, e di fatto avrà tra gli eletti in consiglio comunale esattamente quelli che ricoprono le cariche dell’amministrazione degli ultimi vent’anni, è qualificabile a pieno titolo come candidato della Lega. E contribuirebbe all’inerzia che il leghismo ha dato a Varese in tutti questi anni. Affibiando, per giunta, un’etichetta di città leghista a Varese, che spesso è stata fonte di imbarazzo.
Ritorni non ne ha avuti, e nemmeno pratiche di buona amministrazione. Ultimamente poi abbiamo visto anche casi come quello di Rizzi, i quali hanno avuto significativi risvolti penali, che evidenziano l’incapacità a livello locale di essere trasparenti nell’amministrare la cosa pubblica.
Ho infatti deciso di tenere le deleghe su Sicurezza, Trasparenza ed Efficienza, perché penso siano i temi sui quali occorra insistere maggiormente, soprattutto perché i governi della Lega sono stati carenti. Basta guardare la situazione di degrado che c’è nei quartieri. Credo di poter affermare che è la prova del più grande fallimento delle amministrazioni passate.
Dobbiamo valorizzare la presenza dell’Università per creare sinergia con il mondo dell’impresa e del lavoro. Varese deve tornare la città che genera ricchezza e crea opportunità di lavoro per i giovani. Questo è il motivo per cui ho deciso di candidarmi: ho due figli e voglio per le future generazioni una città che dia opportunità.
Attraverso un referendum online, senza costi per i cittadini quindi, dove ogni anno i cittadini valuteranno l’operato del sindaco e sulla base dei risultati decideranno quanto mi meriterò.
Con più imprese, più lavoro e più turisti in giro per la città.
Purtroppo ferma come è attualmente, con la stessa Caserma, le stesse opere incompiute, lo stesso degrado di oggi.
Spero che i cittadini colgano l’opportunità di cambiare per dare speranza e un futuro ad una città che ha effettivamente bisogno di aprirsi e di essere rilanciata. I cittadini avranno quindi la possibilità di scegliere tra la continuità di chi ha amministrato la città per 23 anni (rappresentati dal mio competitor) e la concretezza e il pragmatismo del sottoscritto, che è da mesi che sta operando, per far sì che il giorno stesso dell’insediamento a Palazzo Estense possano essere attivati i progetti e le iniziative presentate e contenute nel programma. Che porteranno la città di Varese a ritornare quella gran bella città che molti ricordano». n













