La lunga corsa per curare il Piantone

Dopo l’operazione di messa in sicurezza, l’assessore De Simone annuncia l’avvio di una serie di esami

La lunga corsa per salvare il Piantone. Il Comune di Varese sta predisponendo una serie di verifiche per stabilire le condizioni della storica pianta di via Veratti, simbolo della Città Giardino, che da anni ormai si trova in una situazione precaria.

Nelle scorse settimane era stata effettuata una messa in sicurezza, con una potatura dei rami più pericolosi, ed inoltre erano stati prelevati alcuni rametti per conservarne il patrimonio genetico, in vista della possibile clonazione. Un’operazione della quale si è occupato il vicesindaco . Oggi l’assessore all’Ambiente annuncia l’avvio dei una serie di verifiche sulla resistenza dell’albero. «Stiamo predisponendo prove statiche con tecnologie particolari – spiega De Simone – per capire la capacità di resistenza del Piantone al vento e agli altri eventi atmosferici. E non solo, dal momento che è importante anche capire quale sia il grado di sopportazione del suo stesso carico. L’albero è molto grande e con il tempo possono insorgere difficoltà statiche legate al suo stesso peso».

Le operazione di controllo stanno venendo studiate e si sta pensando anche al coinvolgimento di esperti di livello. «Questo perché le analisi e le ipotesi sugli interventi da fare possono variare anche a secondo delle idee degli esperti, e quindi occorre avere a disposizione pareri diversi».

Per quanto riguarda invece le tecnologie delle nuove verifiche, De Simone sottolinea che «saranno si di tipo meccanico, ma anche con impulsi che verifichino l’effettiva capacità di resistere della pianta». L’obiettivo è chiaro: «Vogliamo essere sicuri al 100% che non ci siano possibilità di cedimenti, per questo stiamo tenendo costantemente monitorata la pianta. Dopo l’ultima messa in sicurezza, realizzata poche settimane fa, possiamo dire che al momento non c’è nessuna situazione di pericolo e il Piantone è a posto».

Ma occorre guardare al futuro ed essere pronti ad intervenire. «Vogliamo infatti fare di tutto per salvare la nostra amata pianta, simbolo da sempre della nostra città. Per questo il piano è quello di dare il via ad una serie di analisi tecniche, di cui appunto dicevo prima, per essere sicuri del suo stato».

Mentre il Verde pubblico, che fa capo all’assessorato guidato sempre da De Simone, si sta occupando della messa in sicurezza dell’albero, il vicesindaco Zanzi, che ha comunque seguito in prima persona tutti questi ultimi passaggi, sta continuando a lavorare il progetto della clonazione. Ovvero il tentativo di dare vita a innesti per portare il patrimonio genetico del grande cedro, in altri parchi della città grazie a dei giovani cedri, sui quali verranno innestati i rametti. Zanzi ha prelevato sempre nelle scorse settimane i i giovani germogli dalla pianta.

Questi rametti, ancora fortemente vitali, saranno innestati a spacco laterale su apparati radicali di cedri nati da seme.