«Una giornata speciale. A Sesto un pezzo di vita»

Il professor Ciro Improta ritrova il passato: «Dieci anni importanti. Poi il cerchio si è chiuso tornando al Varese»

Per “O’ professore” Ciro Improta, quella di oggi non sarà una partita come tutte le altre. Inutile cercare di non pensare al passato, specialmente quando ti riporta alla mente ricordi positivi e comunque indelebili. Improta, ora preparatore atletico dei biancorossi, ha trascorso una gran parte della sua carriera da preparatore al Breda, nello staff della Pro Sesto. L’incrocio di oggi al Franco Ossola è dunque più di una semplice partita per lui, che ci racconta così emozioni e sensazioni di un incrocio così particolare e carico di ricordi: «Ho passato davvero tanti anni alla Pro Sesto, tra C1, C2 e Serie D. Sommando tutto, ci sono stato più di dieci anni. Inevitabile dunque che sia un pezzo importante della

mia vita. Dei dirigenti con cui ho condiviso il mio cammino a Sesto, ora ne sono rimasti pochi, ma l’affetto per questa formazione non va via. Sarà una domenica toccante, perché quelli alla Pro Sesto sono stati anni davvero importanti per la mia carriera, con due campionati vinti ma anche con dei playout vinti. Ripeto, ho dei bellissimi ricordi di quell’esperienza, e sono tanti. Con loro mi sono lasciato in buonissimi rapporti, ed è una cosa che mi fa piacere. Con alcuni tifosi mi sento ancora volentieri, la Pro Sesto per me è sempre stata una famiglia ancor prima che una società di calcio. Non c’era pressione, si stava bene. Però ora il mio unico pensiero è il Varese».

Ripercorrendo ancora per un istante i suoi ricordi e la sua carriera, Improta ripensa al suo percorso: «Sono stato prima due anni a Varese in Serie C2 negli anni di Maroso, poi sono appunto andato a Sesto in C2 con Motta allenatore. Ci rimasi dieci anni di fila, passando poi al Saronno, al Monza, al Lecco, prima di tornare nel 2008 sempre alla Pro Sesto e sempre con Motta. Sono andato via ancora e tornato per una terza volta in Serie D, una categoria che ancora con la Pro non avevo vissuto. Il cerchio per me si è chiuso con il ritorno a Varese, il mio punto di partenza». Veniamo al Varese, dunque, e al simpatico appellativo che la squadra gli ha affibbiato, ossia “O professore”: «Parto col dire che sia quest’anno che l’anno scorso ho potuto instaurare un rapporto eccezionale con tutti i ragazzi. Ho a che fare con persone stupende, intelligenti, che sanno stare allo scherzo. Anche io accetto gli scherzi, poi però sul campo sono un martello e loro lo sanno, in campo non si transige, non si scherza, si lavora. Sono contento soprattutto che mi vengano dietro, che mi seguano. Poi non so come è nato questo soprannome, anche se è più facile che mi chiamino “Prof”, più che “O professore”».

Durante l’estate, Improta ha avuto la possibilità di ottenere il patentino da preparatore atletico per professionisti, un grande obiettivo: «Era da anni che dovevo farlo, quindi verso il termine della stagione scorsa mister Melosi mi ha dato la possibilità di andare a Coverciano per un mese a seguire il corso per l’abilitazione da professionista. Devo ringraziare Melosi perché, a campionato ancora in corso seppur già stravinto, mi ha concesso di assentarmi dal lunedì al giovedì». Nei diversi cambi che il Varese ha fatto negli ultimi mesi, Improta è rimasto un punto fermo, imprescindibile: « Non so come ringraziare la società per la grande fiducia che mi ha manifestato già dall’anno scorso. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro, siamo riusciti a mettere in forma tantissimi giocatori che poi hanno stravinto il campionato creando un grande gruppo. La società ha creduto nel mio lavoro riconfermandomi, e li ringrazio». Ultima preoccupazione prima di tuffarci in Varese-Pro Sesto, come sta la squadra ora?
«In questo momento i ragazzi stanno benissimo, abbiamo trascorso una settimana di ottimo lavoro. Siamo sul pezzo, dopo una settimana così io sono davvero tranquillo perché i giocatori stanno rispondendo alla grande, con buona intensità. Sono soddisfatto».