L’Europa rischia di strangolare la piccola editoria italiana

Le novità sulla regolazione del copyright andrebbe a favore dei grandi gruppi

La Nuova norma europea sul copyright può diventare un rischio mortale per i piccoli editori digitali. La riforma europea sul copyright infatti sembra andare verso una direzione che «molto piace ai grandi editori, ma che finirà per danneggiare la piccola editoria digitale», denuncia Matteo Rainisio, vice presidente di Anso – Associazione Nazionale Stampa Online: la normativa infatti punta a proteggere i contenuti originali dagli habitués del copia-incolla con una tassa sui link.

Sicuramente lo scopo di voler proteggere e valorizzare notizie e contenuti foto e video prodotte dalle testate presenti nel panorama europeo dal saccheggio che quotidianamente si verifica da parte di aggregatori e siti dediti al copia-incolla è lodevole e merita grande attenzione. Tuttavia «per far questo viene però prevista l’introduzione dell’Ancillary Copyright o neighbouring rights che obbligherà chi condivide, linka, riproduce anche in forma parziale il contenuto a remunerare chi lo ha prodotto», precisa Rainisio. E chi lo ha già sperimentato dimostra che qualcosa va rivisto: «Dove una legge simile è in vigore – vedi Germania e Spagna – i risultati hanno portato al fallimento di centinaia di start up editoriali. Addirittura, per com’è scritta oggi, la norma potrebbe imporre una vera e propria tassa sul link, anche a quelli condivisi su twitter. L’adozione di questo sistema obbligherebbe quindi i piccoli editori di tutta Europa a dover rinunciare al traffico proveniente da servizi come Google news o Facebook, aprendo così la strada ad una tassazione sui link presenti nei motori di ricerca. Ovviamente le aziende, come hanno fatto in Spagna dove si è giunti alla chiusura del servizio di Google news, piuttosto che pagare vieteranno la condivisione di articoli danneggiando così i piccoli editori che perderanno un’autentica linfa vitale, mentre i grandi potranno da un lato guadagnare per i link, godere di una minore concorrenza e quindi di un aumento del traffico a discapito dei piccoli editori che invece, in molti casi, saranno costretti a spegnere i server».

Il testo al momento è in Commissione e probabilmente approderà in Parlamento europeo solamente dopo l’estate per la votazione definitiva: «È quindi importante che i nostri eurodeputati si muovano fin da subito per difendere un patrimonio editoriale fatto di tante piccole realtà che quotidianamente raccontano online un dato territorio», è l’appello di Marco Giovannelli, presidente di Anso. «Sono voci che con questa riforma rischiano di scomparire, impoverendo il mondo dell’informazione e impoverendo il territorio».