Roma, 18 ago. (Apcom) – Nella regione occidentale afgana di
Herat, posta sotto il comando militare italiano, molti seggi
resteranno chiusi in occasione delle elezioni presidenziali di
dopodomani. Lo dice il generale Rosario Castellano, responsabile
del Regional Command West in Afghanistan, in una intervista al
Corriere della Sera.
“Su 1.014 seggi situati nella regione occidentale, posta sotto il comando militare italiano, almeno 90 dovrebbero restare chiusi e altri 150 sono a rischio per causa delle minacce talebane”, afferma il generale, che comanda circa 5mila soldati del contingente Nato-Isaf (di cui 2.500 italiani).
Ad Herat – prosegue Castellano – “noi operiamo assieme alle
nuove forze di sicurezza afgane. Da tre giorni è tra l’altro in
corso una grossa offensiva nel distretto di Ghozare e in
particolare contro il villaggio di Siashown, qui alla periferia
meridionale di Herat. Il capo talebano locale, Ghulam Yahya, che
minacciava i seggi e chi decidesse di votare, è stato attaccato
da una forza composta di 106 poliziotti e 144 militari afgani,
sostenuta da 300 uomini Isaf tra italiani e spagnoli. Il figlio
di Yahyah, il 32enne Zacharia, è stato ucciso”.
Per la giornata elettorale di dopodomani, spiega il generale Castellano, l’Isaf lascerà ai poliziotti il compito di “presidiare i seggi, sino a otto in quelli più problematici.
All’esterno stanno le truppe regolari afghane. Noi abbiamo pronte forze di intervento veloce. Ma in cinque distretti – Bala Murghab, Mokur, Ab Ikamari, Kadis e Bala Baluch – i nostri uomini sono dispiegati direttamente con i militari afgani e saranno particolarmente sostenuti dalla nostra aviazione”.
Il generale ricorda infine che “sui circa 3,5 milioni di
abitanti nella regione occidentale, gli aventi diritto al voto
sono più di un milione e mezzo. E il 90 per cento si sono
iscritti. Un successo, il tasso più alto del Paese. Ma gli
astenuti potrebbero raggiungere il 30 per cento”.
Plg
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