VARESE Tragico epilogo, giovedì pomeriggio, per le ricerche di Almo Frigo, sessantottenne varesino scomparso da casa nella serata di mercoledì e rinvenuto morto nei boschi di Cascina Mentasti. A dare l’allarme è stata l’altra sera la moglie che, di rientro da una breve trasferta in Sicilia, ha trovato la casa aperta e nessuna traccia del marito. Subito è scattata la macchina dei soccorsi, che ha coinvolto numerose unità dei vigili del fuoco oltre a diversi uomini del soccorso alpino e speleologico e parecchi volontari della protezione civile. Dopo aver circoscritto la zona della sparizione, quella che dal Golf Club di Varese porta a San Fermo, i soccorritori hanno interpellato la moglie, che ha raccontato l’abitudine del marito di uscire la sera per fare una passeggiata nei pressi dell’abitazione. Subito gli inquirenti si sono concentrati sul
telefono cellulare che Frigo aveva con sé al momento della scomparsa, risultato acceso senza però che nessuno rispondesse. Proprio nel momento in cui le forze dell’ordine si stavano adoperando per individuare la cella telefonica, è giunta la notizia del ritrovamento degli effetti personali del pensionato. Oltre al telefonino, anche i guanti, il cappello e il bastone con cui Frigo era solito uscire di casa. In seguito, il cadavere dell’uomo è stato rinvenuto in fondo a un piccolo pendio, a qualche centinaio di metri dal punto del ritrovamento dei suoi oggetti. Stando al racconto di alcuni testimoni, il corpo dell’uomo giaceva supino con il volto parzialmente tumefatto: ciononostante ancora non si conosce il motivo della tragedia. Forse un malore o un piede messo in fallo, tutte le possibili ipotesi sono al vaglio delle forze dell’ordine. Daniele Pizzi
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