Roma, 11 feb. (Apcom) – Le nuove norme sulle interecettazioni
faranno “allungare i tempi dei processi” arrivando addirittura al
rischio di impedirne la celebrazione. E’ uno degli allarmi
lanciati dalla Sesta commissione del Csm, che oggi ha dato parere
negativo alla riforma delle intercettazioni voluta dalla
maggioranza. Il rischio, secondo quanto risulta dalla lettura del
parere, sarebbe legato alla norma che concentra le autorizzazioni
alle intercettazioni in un tribunale distrettuale.
NEi tribunali di minori dimensioni, scrivono i consiglieri, la
disciplina unita a quella delle incompatibilità dei magistrati
“determinerebbe il pericoloso approssimarsi di quel limite di
saturazione oltre il quale si verifica la materiale impossibilità
di celebrare i processi”. Inoltre, in tutti gli uffici giudiziari
interessati il “sicuro maggiore aggravio dei carichi di lavoro”,
senza che “sia stata prevista alcuna misura organizzativa idonea
a attenuarne gli effetti di immediato aumento delle loro
competenze”, “si ripercuoterà inevitabilmente sulla loro capacità
di definizione ordinaria dei processi, rallentando ulteriormente
i tempi di esaurimento degli affari giudiziari”.
Gic
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