Roma, 22 ago. (Apcom) – Malta “non ha gli strumenti, come numero
di navi e di equipaggi, per controllare” una zona estesa come
quella italiana”. Noi, assicura il ministro degli Esteri Franco
Frattini in una intervista al Corriere della Sera, “siamo
disponibili ad ampliare la nostra area di competenza, perchè
abbiamo i mezzi per il controllo. Ed è da tempo che manifestiamo
qusta nostra disponibilità, l’ultima volta proprio all’inizo
dell’estate”.
Dopo la tragedia degli eritrei nel Canale di Sicilia, Frattini spiega che “con Malta l’Italia sta negoziando da ben dieci anni un accordo sullo spazio marittimo di ricerca e salvataggio. Finora, viste le loro resistenze, non siamo riusciti a chiudere ma è arrivato il momento di stringere i tempi per arrivare alla firma entro l’anno”. Per il ministro è questo il passo decisivo perchè “una tragedia come quella terribile che abbiamo visto nel Canale di Sicilia non si ripeta più”. Oggi, spiega il ministro, “Malta è responsabile delle operazioni di ricerca e salvataggio di un tratto di mare enorme, che arriva fin quasi alle acque territoriali italiane e libiche”.
Quanto alla Libia e ad un eventuale allentamento dei controlli previsti dal trattato con l’Italia “mi sentirei di escludere un’azione intenzionale da parte dei libici che finora sono stati molto precisi nel bloccare le partenze dalle loro coste, soprattutto dal porto di Zuara. Non credo che i libici li abbiano fatti passare di proposito. Piuttosto – conclude Frattini – sono portato a ritenere che, semplicemente, questi poveretti siano riusciti ad eludere i controlli”.
Red/Kat
© riproduzione riservata










