Schio (Vicenza), 23 ago. (Apcom) – Il leader della Lega, Umberto
Bossi, difende il figlio Renzo, denunciato oggi dall’Arci per
“istigazione all’odio razziale” in quanto curatore della pagine
Facebook della Lega che contiene il giochino “Rimbalza il
clandestino”. “Ora accusano mio figlio di aver creato il gioco ma
mio figlio ha un’azienda che crea programmi per computer. E lui
non si trovava nemmeno in Italia. E’ una str… Era in Francia, a
Mentone, e ha accompagnato il fratellino a EuroDisney, a Parigi”.
Dal palco della festa della Lega, Bossi ieri sera ha riferito le parole del
figlio: “Papà mi attaccano, ma lo fanno contro di te”. “Sì,
certo, lo so”.
Bossi ha riferito che il figlio Renzo aveva intenzione di
sporgere denuncia ma che lui stesso glielo ha sconsigliato: “No,
lascia stare, la giustizia è molto piccola, vedrai che li
assolvono”.
La denuncia contro Renzo Bossi, il figlio di
Umberto, per istigazione all’odio razziale derivante dal gioco
‘Rimbalza il clandestino’ pubblicato sulla pagina Facebook del
partito della Lega è arrivata dall’Arci, secondo cui “indicare
esseri umani come oggetto di un gioco è crudele”.
“A fronte di quello che succede nel Canale di Sicilia dove la
gente viene respinta, affondata e muore davvero – spiega il
responsabile immigrazione dell’Arci, Filippo Miraglia – il fatto
che la Lega, che detta la linea al Governo su questa materia, si
permetta anche in maniera cinica e senza alcun rispetto per la
vita umana di giocare sulla scomparsa dei barconi rappresenta un
incitamento all’odio razziale”. Nel videogame appare l’immagine
dell’Italia circondata da barconi di clandestini. Con il mouse
bisogna farli sparire.
Per il leader della Lega, poi,
le polemiche sull’inno e sul cappello da alpino
indossato due giorni fa ad una festa in Cadore sono alimentate
dai “poteri forti, dai direttori dei giornali. “L’ho capito
subito. E questo è anche naturale. Ma se non rompessero le
scatole così sarebbe meglio…”. Parlando a una festa della Lega,
Bossi è tornato sulla questione dell’inno, un argomento, ha
sostenuto, utilizzato per colpire il consenso crescente della
Lega: “Noi abbiamo il nostro inno, il ‘Va pensiero’. Tutti i
simboli meritano rispetto, perfino quello italiano”.
Cep
© riproduzione riservata










