Roma, 10 feb. (Apcom) – Hacker con troppa passione per le ragazze
rischia processo. Nei confronti di Renato S., 36 anni, sono state
concluse le indagini da parte della Procura di Roma, per i reati
di minacce e accesso abusivo in sistema informatico. Secondo
l’accusa l’uomo, incensurato e che vive ancora a casa con i
genitori, utilizzava le proprie conoscenze informatiche per
molestare le ragazze conosciute in chat, su internet, tramite
messenger. E l’ha fatta franca fino a quando la sua ultima
vittima, una ragazza romana di 24 anni, ha deciso di sporgere una
denuncia alla polizia postale.
I fatti risalgono al marzo 2007, quando la ragazza, mentre sta
chattando con il suo nickname ‘Xenia’, viene contattata da un
individuo che si fa chiamare ‘Renixo’, che le dice di essere in
possesso di molte sue foto personali. La giovane, inizialmente
pensa ad uno scherzo, invece subito dopo si accorge che è una
cosa seria. ‘Renixo’ infatti le mostra, in pratica, tutto quel
che la ragazza aveva sul proprio hard disk. La ragazza si
spaventa, chiede al suo interlocutore digitale come sia possibile
che lui abbia tutto quel materiale riservato e personale al quale
nessuno, tranne lei, dovrebbe avere accesso.
Renixo’ risponde svelando l’identità di ‘Xenia’ e aggiunge che è
ormai entrato in possesso del suo computer e che la perseguiterà
per sempre se lei non farà tutto quello che vorrà lui.
Altrimenti, continua ‘Renixo’, lui pubblicherà le foto sui siti
pornografici di tutto il mondo. La ragazza, allora, sempre più
spaventata, stacca il cavo del computer e nei giorni seguenti fa
riformattare l’hard disk. Ma appena ritorna online ecco che su
messenger riappare ‘Renixo’ e le sue minacce. La giovane,
esasperata, decide allora di denunciare i fatti alla polizia
postale.
Gli investigatori informatici ottengono dalla Microsoft i dati
personali di colui che si cela dietro il nickname di ‘Renixo’ e
risalgono al numero di telefono di Renato S., ossia dell’utenza
dalla quale venivano effettuate le connessioni. L’uomo, che è
difeso dagli avvocati Gianluca Arrighi ed Emanuela Santarelli,
una volta interrogato ha confermato di essere lui ‘Renixo’ e di
chattare su internet per molte ore al giorno. Ha detto inoltre
di scambiarsi foto, video e informazioni con tantissime ragazze e
non ha escluso che, tra le sue tante conoscenze virtuali, ci
fosse anche ‘Xenia’.
Il giovane ha però affermato di non aver mai molestato alcuna
ragazza, e di non sapere chi si celasse dietro quel nickname.
Davanti agli inquirenti ha negato quindi ogni addebito
proclamandosi innocente e del tutto estraneo ai reati che gli
vengono contestati. L’avvocato Gianluca Arrighi ha dichiarato:
“Se e quando si arriverà al dibattimento sarà necessario disporre
una serie di perizie tecniche per trovare eventuali riscontri
alle accuse formulate dalla ragazza. Non v’è comunque agli atti
alcuna prova che sul computer del nostro assistito fossero state
scaricate le fotografie della denunciante o altri file presenti
sul suo hard disk. Ritengo quindi che l’intera vicenda si
risolverà in una bolla di sapone”.
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