VARESE Pur senza il “sergente di ferro” Beppe Sannino, il Varese è sempre il Varese. Carattere, grinta, tenacia e capacità di aggredire l’avversario sono le armi migliori per battere l’Arezzo, squadra di grandi nomi ma senza la compattezza e lo spirito di gruppo dei biancorossi. Il match, ricco di occasioni, da entrambe le parti, viene risolto da un gol di Ebagua, al terzo sigillo personale in altrettante partite. Una doccia fredda per la squadra di Semplici che, dopo aver sprecato parecchie occasioni nella prima frazione, puntava al pareggio.La cronaca è ricca di spunti. Fin dalle battute di avvio. La prima vera occasione è per il Varese: al 7’ Buzzegoli lancia Carrozza, in posizione regolare. L’esterno fugge verso la porta avversaria ma tentenna troppo prima di tirare e così Pecorari ha il tempo per recuperare e fermare, con puntualità, il biancorosso. Qualche minuto più tardi, il difensore amaranto deve abbandonare il campo per un infortunio (11’) e al suo posto entra Poli. I padroni di casa insistono, procurandosi tre calci d’angolo. Sugli sviluppi del terzo corner Radi prova a segnare scagliando verso la porta un gran bolide che l’attento Mazzoni riesce a deviare sul fondo con una spettacolare parata (15’). L’Arezzo reagisce al 25’, spinto dalla classe dei suoi uomini d’attacco: Erpen offre palla a Fofana che, a sua volta, pesca Chianese: il capitano spara a botta sicura ma Moreau si salva in angolo. I toscani
prendono coraggio e al 29’ è De Oliveira a sprecare il possibile vantaggio mandando alto, mentre al 39’ Erpen calcia fuori misura e al 40’ Fofana sciupa una ghiottissima occasione. I lombardi non stanno a guardare e rispondono con Del Sante che, di collo destro, coglie la traversa dal limite dell’area proprio allo scadere della frazione iniziale (44’). Il Varese preme sull’acceleratore anche ad inizio ripresa: Carrozza coglie il palo da posizione favorevole ma il rammarico dei tifosi di casa si stempera per il fuorigioco fischiato all’ala (2’). Sull’altro fronte un colpo di testa di De Oliveira viene controllato bene da Moreau (4’). I ribaltamenti si susseguono e Mazzoni nega, per la seconda volta, il gol a Radi con un nuovo intervento provvidenziale (7’). È il preludio alla rete di Ebagua che da solo, caparbiamente, semina scompiglio sul lato destro dell’area amaranto e, dopo essersi liberato dalla guardia di Poli, depone in rete il pallone con un preciso sinistro (16’). La formazione di Sannino spreca il raddoppio al 28’, quando Gambadori, messo in moto da Carrozza, manda alle stelle. L’Arezzo non riesce ad essere davvero pericoloso e tenta di agguantare il pareggio con qualche sporadica iniziativa. Fofana invoca un rigore ma Donati non concede il penalty e gli uomini di Semplici neppure protestano troppo. Il novantesimo è ormai vicino e il pubblico del Franco Ossola festeggia con unfrastuono incredibile la seconda, meritata, vittoria del Varese.
e.romano
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