VARESE Cambiamenti in vista per gli automobilisti, soprattutto per chi ha il “piede pesante”. Potrebbero presto abbassarsi i limiti di velocità sulle strade extraurbane, specialmente nei punti dove sistematicamente si ripetono gli incidenti. Lo ha dichiarato il prefetto Simonetta Vaccari al termine della prima riunione della conferenza provinciale permanente.
Un organismo che si è riunito per dare seguito alle direttive contenute nel decreto Maroni, che ha posto l’obiettivo di ridurre gli incidenti causati dalla velocità e dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2010. Per monitorare i punti più critici, le forze di polizia usciranno in perlustrazione. Inoltre, su richiesta dell’associazione vittime della strada, nelle prossime riunioni la conferenza provinciale discuterà anche dell’eventualità di introdurre il limite di 30 all’ora nei pressi delle scuole. «Saranno studiate soluzioni caso per caso» spiega il prefetto Simonetta Vaccari. Potrebbero, in alcuni casi, essere aperti ingressi e uscite sul retro delle scuole che spesso sorgono in punti delicati per il traffico cittadino.
Le forze dell’ordine saranno coordinate dalla polizia stradale per meglio distribuire le pattuglie sul territorio e i risultati dei controlli verranno messi in rete. Per far rispettare i limiti di velocità, sulle strade dove le pattuglie non possono fermarsi, saranno sistemati gli autovelox. La collocazione dei dispositivi di controllo della velocità sarà completamente ristudiata grazie a sopralluoghi e non è escluso che vengano installati nuovi autovelox. Il nuovo decreto stabilisce che siano i comuni a doverli gestire direttamente, vietando gli appalti a ditte esterne. Alcuni piccoli comuni quindi potrebbero non riuscire a far fronte alle spese per la gestione dei dispositivi.
Prendendo spunto dalla vicina Svizzera, inoltre, potrebbero essere sistemate sagome di vigili e di auto della polizia lungo le strade. «Metodi che saranno sicuramente applicati se reputati utili come deterrente alla velocità» afferma Simonetta Vaccari.
La conferenza provinciale permanente continuerà a riunirsi ogni sei mesi anche per studiare i dati raccolti dall’osservatorio (il prossimo incontro è previsto per i primi di gennaio).
Adriana Morlacchi
s.bartolini
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