Roma, 13 feb. (Apcom) – “Adesso qualcuno mi deve delle scuse.
Sono stato esposto a pubblico ludibrio in base ad una montatura
fatta ad arte da alcuni organi di stampa e cavalcata da tutto il
mondo politico. Ma l’umiltà e l’amor per la verità non
appartengono evidentemente a queste categorie”. Lo afferma il
leader dell’Italia dei Valori,Antonio Di Pietro, alla luce della
richiesta della Procura di Roma di archiviare l’indagine su di
lui per offesa e villipendio al Capo dello Stato, nel corso del
comizio di piazza Farnese a Gennaio.
“Continuerò a difendere la Costituzione – prosegue – senza se e
senza ma, e mi appellerò al Capo dello Stato, quale garante della
Carta, ogni qualvolta ce ne sarà bisogno. Anzi, comincio subito
invocando il Presidente della Repubblica a non firmare, se il
Parlamento lo dovesse convertire in legge, il ddl sulle
intercettazioni perché è incostituzionale e immorale”.
“Siamo di fronte ad una dittatura: questo governo sta
smantellando lentamente tutti i principi tracciati dai nostri
padri costituenti”, conclude l’ex pm.
Red/Luc
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