Clima; La caccia per il cibo spinge i pinguini a procreare meno

Clima; La caccia per il cibo spinge i pinguini a procreare meno


Roma, 13 feb. (Apcom)
– Tempi duri per la gestione familiare tra
i pinguini dell’Antartide: pare che i pennuti debbano
intraprendere marce sempre più lunghe per procacciarsi il cibo, a
causa della pesca eccessiva, dell’inquinamento e dei cambiamenti
climatici, mettendo a rischio l’equilibrio della riproduzione.

Secondo gli scienziati, una colonia di pinguini di Magellano
sulla costa Atlantica dell’Argentina sono obbligati ad allungare
i loro viaggi per trovare da mangiare, marciando anche per più di
80 chilometri in media. I simpatici volatili in frac si danno il
turno per cacciare: uno dei due resta nel nido e si nutre solo
quando il cacciatore è tornato.

I ricercatori sostengono – scrive il quotidiano The Independent che riporta la notizia – che lo sforzo eccessivo e i tempi dilatati hanno un impatto negativo sulla capacità dei pinguini di riprodursi, motivo per cui, probabilmente, la colonia ha visto un calo del 20% negli ultimi 22 anni. Dee Boersma, professore di biologia all’Università di Washington e un’autorità riconosciuta sui pinguini di Magellano, ha studiato la colonia di Punta Tombo, in Argentina, per 25 anni. E la verità è che: uno dei due pinguini va a

caccia di cibo e ci impiega sempre più tempo, mentre l’altro rimane nel nido patendo la fame. Il Professore Boersma ha usato il satellite per seguire il tragitto quotidiano dei pinguini e ha scoperto che la marcia del pendolare è aumentata di 40 chilometri nel giro di un decennio. “La distanza può non sembrare eccessiva”, ha spiegato Boersma. “Ma poi devono nuotare altri 40 chilometri al ritorno e devono nuotare 80 chilometri extra mentre i loro compagni aspettano nel luogo della riproduzione, seduti sul nido e affamati”.

Gli spostamenti più lunghi per il cibo durante la stagione
riproduttiva mettono a repentaglio non solo la loro salute, ma
diminuiscono le possibilità di riprodursi. “Se continuiamo a
pescare pesci sempre più piccoli, come le acciughe, non rimarrà
più nulla per i pinguini e altre specie animali che dipendono da
questi pesci di piccola taglia per sopravvivere”.

La riduzione del 20% della colonia di Punta Tombo dagli Anni
Ottanta ha lasciato 200mila coppie da riproduzione. Tra le
ragioni – conclude il quotidiano – l’inquinamento dato dal
carburante, le razzie dei pescatori locali e i cambiamenti
climatici.

Cuc

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