Comitato all’attacco<Fermate la bretella>

Comitato all’attacco<Fermate la bretella>

VARESE «Stop alla Gasparotto-Borri». In verità, l’appello non è nuovo: il Comitato No Bretella lo ripete da almeno dodici anni, e 1500 firme depositate tra 200 e 2001 sono lì a dimostrare che la faccenda è calda da sempre.
Ma oggi i cittadini guidati da Giulio Garti fanno sapere d’essere più che mai preoccupati. A riportare sotto i riflettori dell’attualità quella che ambisce ad essere la futura tangenziale Sud è stata la pubblicazione, il 3 settembre scorso, della valutazione ambientale strategica correlata all’«accordo di programma per la riqualificazione dell’area ex Malerba e la realizzazione della bretella stradale Gasparotto-Borri».

Il documento, che tutti potranno consultare sul sito internet del comune (www.comune.varese.it) fino al prossimo 2 ottobre, non è sfuggito ai residenti. Che oggi chiedono al comune (e agli enti interessati all’accordo) di tornare attorno a un tavolo per riaprire la discussione. Al documento «vas», ovviamente, tutti i cittadini potranno presentare eventuali osservazioni, così come da norma di legge, ma il Comitato ambisce ad andare oltre. E a fermare la realizzazione della bretella: «La strada servirebbe solo a spostare il flusso di auto da una parte all’altra» è il punto di vista di Garti che ha trasformato una lettera pubblicata dal nostro quotidiano e sottoscritta dal compianto ingegner Antonino Mazzoni, in una sorta di simbolico monito di una protesta che – rimarca – ha fondamenta solide (e tecniche): «L’ingegnere scriveva che il progetto rischia di essere un fallimento per la viabilità cittadina ed era contrario» argomenta ancora il numero uno del comitato, portando invece su via Piana di Luco l’attenzione degli amministratori.

«Via Piana di Luco esiste già, basterebbe rettificarla per risolvere molti degli attuali ingolfamenti del traffico» dice a nome del comitato, abbozzando un’ipotesi: «Il Comune potrebbe percorrere questa strada e, solo in caso di fallimento, riprendere eventualmente a discutere di bretella». Altro discorso per i mezzi pesanti, «che potrebbero

utilizzare le modifiche stradali previste dal programma integrato di intervento della ex Malerba». La richiesta, dunque, è chiara: «Parliamone sul serio, apriamo un confronto nel quale l’interlocutore sia disposto ad ascoltare». Garti ricorda, d’altronde, che ne va del futuro delle circa 500 famiglie che s’affacciano sul futuro tracciato.

Ma da Palazzo Estense è il vicesindaco Giorgio De Wolf a ricordare che la bretella fa parte del programma di governo cittadino, seppure il secondo e il terzo lotto – quelli messi sotto esame dal comitato – non siano d’imminente avvio: «La Gasparotto Borri passa dalla riqualificazione dell’ex Malerba, che prevede la realizzazione dell’innesto per il tracciato e l’accordo sta andando avanti». Tra l’altro non sono mancati gli incontri pubblici di presentazione della Vas né quelli sulla bretella, «fondamentale per disimpegnare nodi molto trafficati della città».

s.bartolini

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