Busto Arsizio Mancano 15 giorni alla data ultima per presentare la domanda di regolarizzazione del rapporto di lavoro di colf e badanti e a Busto Arsizio iniziano a presentarsi i primi casi di “licenziamento” del lavoratore extracomunitario assunto irregolarmente. Famiglie che non intendono sobbarcarsi i costi dei contributi da versare al lavoratore assunto clandestinamente e che non trovano altra alternativa che lasciare a casa la badante senza molte speranze di trovare un’altra occupazione.
Le famiglie si trovano in molti casi a doversi fare i conti in tasca: oltre ai 500 euro iniziali che servono a sanare il lavoro in nero, ci sono anche i contributi da versare all’Inps. E i sindacati calcolano in media che ogni datore deve sborsare subito in media 1000 euro. Poi ci sono le questioni burocratiche che in diversi casi ostacolano l’assunzione. Dopo un rallentamento di accessi nella prima parte del mese gli sportelli Acli di Busto hanno però riscontrato un aumento delle domande, proprio in questi ultimi giorni.
Dal 14 settembre anche il Comune di Busto ha aperto uno sportello informativo, accreditato dal Ministero dell’Interno, dedicato all’emersione del lavoro irregolare di badanti e colf (aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.45). Lo sportello fornisce tutte le informazioni che riguardano la regolarizzazione ed eventualmente anche l’assistenza per il recupero dei documenti e l’inoltro della domanda. In via del tutto eccezionale, è stato inoltre attivato anche un servizio a domicilio per i cittadini che non potessero recarsi in via Roma.
In Valle Olona ad occuparsi della sanatoria è invece lo sportello dell’Orizzonte Auser di Olgiate Olona accreditato dall’Ambito Sociale valligiano, da qualche mese itinerante tra i comuni del Medio Olona. Anche qui le famiglie lamentano i costi legati alla regolarizzazione. E la crisi continua a colpire: «Tantissime donne italiane cercano lavoro come come colf – spiegano ancora dall’Auser – lavoro che fino a un anno fa era lasciato agli stranieri. E intanto i nostri sportelli sono sempre pieni e i disoccupati crescono».
Valeria Arini
f.artina
© riproduzione riservata













