CORO DA BRIVIDI
La netta vittoria sul Lumezzane scalda gli animi dei tifosi entusiasmando l’ambiente. E così, il grido «Serie B, serie B», esplode spontaneo e irruente dopo il quarto gol di Zecchin che mette in ginocchio l’ex capolista. Il coro è da pelle d’oca e i brividi non vengono soltanto ai fortunati che hanno avuto il privilegio di respirare al Franco Ossola il profumo della categoria cadetta, ormai assente da quasi un quarto di secolo. Nella storica annata del centenario, il sogno cullato nel cuore di tutti coloro che adorano i biancorossi ha un nome brevissimo che coincide con la seconda lettera dell’alfabeto.
MATRICOLA TERRIBILE
Una lettera impronunciabile per il “sergente di ferro” Beppe Sannino, pronto a smorzare gli entusiasmi che divampano con la forza di un incendio di passione sugli spalti di Masnago. L’allenatore getta fiumi d’acqua sul fuoco e risponde al grido «Serie B, serie B», con un tonante e triplice «Salvezza, salvezza, salvezza». Invita alla calma anche l’amministratore delegato Vincenzo Montemurro. Per tutti Enzo: «Abbiamo l’obbligo – afferma il pragmatico dirigente – di rimanere con i piedi ben ancorati al suolo, senza lavorare con la fantasia». Dunque, il Varese si abbraccia all’umiltà, rifiutandosi di pensare come se fosse una grande del girone. Come la capolista Cremonese, a soli due passi, o il Novara, un gradino più su. I panni della matricola terribile vanno benissimo. E sono assai comodi. Ma l’abito che sembra fatto su misura per Egbedi e soci è quello che si attaglia perfettamente alla squadra rivelazione che sa di poter centrare qualunque obiettivo contando sulla irresistibile forza del suo giovane ed esuberante carattere.
e.romano
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