VARESE La richiesta di domiciliari era già stata avanzata a suo tempo dall’avvocato varesino Alberto Caleffi, primo difensore scelto da Andrea Bacchetta. È stata rinnovata dal nuovo legale, la milanese Anna Lago, al termine del lungo interrogatorio, quattro ore, reso sabato mattina di fronte al giudice Giuseppe Battarino. Una mossa legittima, e in un certo senso attesa, considerato che Bacchetta, in carcere con l’accusa di omicidio aggravato – che secondo l’accusa ha assistito dall’inizio alla fine al massacro del povero Dean Catic, avvenuto lo scorso 20 aprile – ha sempre sostenuto però di non avere mosso un dito in quei frangenti, e che avrebbe fatto tutto quell’altro suo
compagno di sventura, Jacopo Merani. Una ricostruzione però che non ha mai convinto né il pm Agostino Abate, né lo stesso giudice, al quale il pubblico ministero ha fatto pervenire parere negativo, ritenendo appunto che non sussistano le ragioni per modificare il regime di custodia cautelare in carcere a carico di Bacchetta. Peraltro, cambia veramente poco, ai fini della definizione del reato. Discorso diverso se si fosse opposto: ha detto questo, nel corso dell’interrogatorio, Andrea Bacchetta? Non è dato saperlo, per ora. L’avvocato Lago non rivela nulla, almeno fino ad oggi, quando il giudice depositerà la sua decisione e la notificherà appunto allo studio del legale milanese.
e.marletta
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