Stadio e piazza, niente di fattoE tra 18 mesi tutti a casa

Stadio e piazza, niente di fattoE tra 18 mesi tutti a casa

VARESE Questo giornale ha stampato il suo primo numero il primo ottobre 2005 ed è da allora, e sono passati quattro anni che, con cadenza settimanale – per non dire quotidiana – in città si discute e si scrive del futuro del comparto di piazza Repubblica e della necessità di ripensare lo stadio Franco Ossola. Ed è da allora che si susseguono proposte, ipotesi, progetti, riflessioni, parole, polemiche, proteste e promesse. Non si vedono però i cambiamenti, e i lavori, che poi sono quelli che alla fine interessano ai cittadini, e alla scadenza del mandato dell’amministrazione manca appena un anno e mezzo.

DA UNA GIUNTA ALL’ALTRA
Il corposo quantitativo d’inchiostro versato su entrambi gli argomenti ci consente di risalire alla madre di tutte le rassicurazioni, non foss’altro perché è la prima da noi registrata. Nel novembre 2005, l’allora sindaco Aldo Fumagalli – lasciando Palazzo Estense prima della naturale scadenza del secondo mandato – salutava la città assicurando: «Quello di Ricky Sogliano per il nuovo stadio è un progetto bellissimo, che andrà bene perché lui è un uomo determinato». Tre anni prima, nel 2002, lo stesso primo cittadino leghista alimentava gli entusiasmi varesini assicurando un celere intervento sull’ex caserma Garibaldi, allora (e fino alla fine del 2007) di proprietà dello Stato. E d’entrambi gli argomenti, chi ha buona memoria, troverà tracce anche in anni assai precedenti.
Tanti gli auspici finora rimasti sulla carta, anche in relazione ai quasi otto mesi di commissariamento del capoluogo (dal 23 novembre 2005). Nel corso della sua non breve reggenza, il prefetto Sergio Porena aveva preferito demandare gli indirizzi strategici di entrambe le operazioni alla futura giunta, ma la politica nel frattempo s’era mossa annunciando svolte più o meno imminenti mentre, per quanto concerne lo stadio, l’allora patron del Varese 1910 aveva formulato una proposta per la realizzazione di un nuovo impianto con relative pertinenze commerciali. Poi sono arrivate le elezioni – e il relativo battage della stessa coalizione di centrodestra (e, dall’altra parte, di centrosinistra) proprio sui due temi caldi – e la successiva elezione del nuovo sindaco, sempre leghista, Attilio Fontana. Che, all’atto stesso del passaggio di consegne, assicurò: «Vedrò i progetti entro un mese».
Quali progetti? Bisogna tornare al 19 aprile 2006 quando il comune aveva deciso di «procedere, mediante finanza di progetto, alla riqualificazione e/o il rifacimento dello stadio comunale, finalizzando tali opere al completo soddisfacimento delle vigenti normative in materia di sicurezza degli impianti sportivi nonché prevedendo interventi atti a rendere economicamente sostenibile gli oneri di realizzazione e gestione futura».
Una sola la proposta, quella del Varese 1910, più volte integrata fino a fine del 2006 quando Palazzo Estense arrivò ad affidare a un esterno, l’avvocato Ernesto Stajano, la valutazione della procedura proposta. Niente di fatto. E, tra una bocciatura e l’altra, e una integrazione e la successiva, il forzista Aldo Colombo parlava già di «smacco per la città».

SI RIPARTE NEL 2007Gli anni passano, i tifosi – e non solo loro – scendono più volte in piazza per sostenere la squadra e il suo leader, anche con raccolte firme. E quel progetto, relativo a un impianto oggettivamente in cattive condizioni, finisce nel cestino quando – il 10 dicembre 2007 – il «consiglio comunale prende atto che la procedura di project financing non è stata positivamente riscontrata da alcun potenziale concorrente e conferma l’interesse alla riqualificazione urbanistica del

compendio immobiliare composto dallo stadio e aree limitrofe». Punto, e a capo. Polemiche a parte. Almeno fino al 9 ottobre 2008 quando Palazzo Estense chiede al Politecnico di Milano «la disponibilità a eseguire una consulenza per la redazione dello studio di fattibilità per la riqualificazione del comparto stadio». Le idee sono chiare? Non proprio, a giudicare dal risultato presentato ieri dai tre tecnici e dall’ammissione dello stesso assessore all’urbanistica Fabio Binelli: «Dobbiamo fornire ulteriori indicazioni per proseguire lo studio».

PROGRAMMA ELETTORALE
E se lo stadio piange, la caserma non ride. Andiamo a consultare il programma elettorale della coalizione al governo che, tra gli obiettivi per l’elezione del 28 e 29 maggio 2006, cita testualmente: «Ricerca di una soluzione stabile e definitiva per un nuovo teatro a Varese quale struttura essa stessa di richiamo per la cittadinanza e che sia concepito come ambito vitale di sviluppo culturale». Anche in questo caso, dopo l’acquisizione dalla Garibaldi datata 16 novembre 2007 e costata 2 milioni e 450 mila euro, e l’attività dell’ex vicesindaco forzista Giampaolo Ermolli, impegnato in prima linea proprio sulla riqualificazione del comparto, il comparto segue lo stesso destino dello stadio con l’affidamento dello studio al Politecnico.
Sara Bartolini

e.marletta

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