Roma, 2 ott. (Apcom) – “Una tragedia annunciata, anzi che si
preannunciava ogni anno. E questa volta purtroppo è accaduto”. Il
presidente dell’ordine dei Geologi della Sicilia, Gian Vito
Graziano, commenta ad Apcom gli effetti del nubifragio che si è
abbattuto nella notte sul messinese, provocando morti e
distruzione.
“Nelle zone a sud di Messina, ma anche in altre province come a
Palermo, ogni anno si ripropongono sempre gli stessi problemi
avvicinandosi ai mesi più piovosi. Oggi – prosegue – esistono
strumenti di pianificazione regionale avanzati, che ci
fotografano situazione quasi in diretta, ma non si interviene. La
colpa è di un’assenza cronica di fondi, ma anche la manutenzione
ordinaria – come la pulizia di canali, fiumi e tombini – non
viene fatta”.
“Quella del messinese è una zona con una situazione idrologica
molto diffusa, con grandi e piccoli torrenti: già di per sè un
reticolo idrografico diffuso produce una certa insabilità e se a
questo si aggiunge la non manutenzione e un uso scellerato del
territorio con costruzioni che non dovrebbero esserci il quadro è
completo”, prosegue Graziano.
Il geologo dà la colpa anche alle competenze “molto divise” tra
Regione Sicilia, che “ha fatto un buono strumento di
pianificazione”, e Protezione civile, che “più volte ha avvertito
sui semplici interventi di manutenzione. Per noi sarebbe
importante mettere in atto tutti gli interventi previsti dai
piani della Protezione civile, regionali e locali, con persone
sul posto come sentinelle per prevenire gli eventi. Ma non si sa
se si farà mai: in Italia purtroppo – conclude Graziano – viviamo
sull’onda dell’emozione e appena smette di piovere cessa anche
ogni allarme”.
Sav
MAZ
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