VARESE Il ristorante di Villa Panza aprirà a fine novembre. L’estetica di Gae Aulenti. La possibilità di cenare fino all’una di notte. Un gourmet innovativo da 45 posti. Cucina creativa e tradizionale. Prezzi contenuti. Apertura 365 giorni l’anno. E quasi mille metri quadrati di coltivazione per seguire le stagioni. Queste le prime indiscrezioni per una nuova offerta di ristorazione ancora tutta da svelare. A lavori ancora in corso le prime indiscrezioni sul ristorante gourmet lanciano la prima grande firma dietro al misterioso ristorante. Gae Aulenti, l’architetto milanese dai grandi e numerosi progetti un po’ in tutta Italia, ma con importanti opere anche all’estero, si è occupata dell’estetica delle sale. Tra i progetti della Aulenti più noti ai molti varesini pendolari, e non solo, quello di arredo urbano di piazzale Cadorna e di ridefinizione della facciata della sede delle Ferrovie Nord. Per i locali di Villa Panza che saranno dedicati alla ristorazione l’architetto ha scelto uno stile essenziale, secondo la scuola Aulenti, con linearità nei tratti e negli arredi. Tra fili, piastrelle, mobili e soppalchi, i lavori procedono verso uno spazio ristorante gourmet innovativo nella forma, nella proposta culinaria e nel servizio. Secondo indiscrezioni lo chef che mostrerà la sua abilità ai fornelli dovrebbe essere Matteo Pisciotta, ma l’interessato al momento non conferma. Ampio
spazio sarà dedicato a orti e frutteto per garantire anche nelle proposte di cucina un ritorno alla stagionalità e alla materia prima naturale e nostrana. Sarà Massimo Raimondi, già coordinatore del progetto della tutela della castagna di Brinzio, a gestire le attività legate alle coltivazioni per il ristorante. Dal punto di vista tecnico la cucina è stata realizzata con un alto profilo, con prodotti d’avanguardia strumentale. Gli spazi sono organizzati in modo che alcuni dei 45 tavoli siano vicini alla cucina in modo che gli ospiti possano essere a contatto diretto con lo chef per scambiare opinioni e per inventarsi, volendo, un menu alternativo a quello proposto “à la carte”. La creatività sarà poi l’elemento essenziale proposto a 360 gradi anche per i piatti cosiddetti “poveri” della cucina tradizionale italiana, magari un po’ dimenticati. Spaghetti al pomodoro, dunque, o aglio, olio e peperoncino, o ancora alla carbonara con un valore gastronomico elevato, ma a prezzi abbordabili. Tutti potranno dunque sfruttare la bellezza della villa e il panorama che si gode in cima al colle di Biumo, magari con il classico spaghetto aglio, olio e peperoncino dell’una di notte. Sì perché lassù il giovedì, il venerdì e il sabato ci si potrà sedere a tavola per il languorino di fine serata fino all’una.
s.bartolini
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