<Chiusura assurda>E scatta la linea dura

<Chiusura assurda>E scatta la linea dura

VARESE Affollatissimo l’auditorium della scuola media Don Rimoldi dove lunedì sera si sono incontrati i genitori della scuola elementare IV Novembre, oggi l’unica scuola da chiudere in città, nonostante i suoi 176 alunni, nonostante la sua struttura sia la migliore in città e nonostante l’offerta didattica del tempo pieno che porta a San Fermo anche bambini residenti in altri rioni. Un fulmine a ciel sereno per i genitori che hanno iniziato a organizzare una protesta che si preannuncia durissima per ragioni di carattere pratico e di principio. «Per difendere i nostri bambini e non il campanile», spiegavano già nel pomeriggio, davanti alla scuola dove la nonna Giuseppina De Maria ricordava le lotte del quartiere che dal ’66 chiedeva le scuole, il nido, la materna e anche la IV Novembre: «Ha già chiuso il supermercato della piazza, e i vigili invece li hanno mandati nella parte vecchia dove non servono a nulla. Se chiude anche questa scuola il quartiere rimarrà completamente abbandonato». E forse sono proprio i nonni i più agguerriti: «I bambini non sono pacchi postali da spostare di qua o di là per far cassa – attacca Giovanni

Barausse – I bambini dovrebbero lasciare questa bella struttura per andare metà alla Don Rimoldi e metà a Valle Olona dove non ci sono fisicamente gli spazi nemmeno per la didattica, figuriamoci per i laboratori». «E non c’è neanche la mensa», aggiunge Tiziana Marcon nella duplice veste di mamma di una bimba di prima e di insegnante della media Don Rimoldi: «San Fermo è un quartiere in espansione perché ci sono nuove case, ha una scuola in espansione per numero di iscritti e una formula del tempo pieno in linea con la riforma Gelmini e con un’esperienza trentennale. Perché distruggere proprio questa scuola in questo rione?», si chiede. Domande condivise, ad oggi senza risposta, che si alternano ad affermazioni di netta contrapposizione al provvedimento: «Io abito a Belforte e ho scelto questa scuola per i miei figli dopo averne viste altre. L’ho scelta perché ritengo sia la migliore, perché qui ci sono insegnamenti, opportunità e spazi che altrove non ci sono» racconta Stefania Veneroni, mentre accanto a lei Sara Vanetti aggiunge che «questa scuola non chiuderà, perché non c’è alcun motivo per chiuderla, e ci opporremo in tutti i modi».

Una determinazione comune a molte mamme, che in passato sono state anche studentesse della IV Novembre: «So che questa scuola funziona perché l’ho provata sulla mia pelle e quindi l’ho scelta per i miei figli anche se ora vivo in un altro rione – spiega Katia Coriglione – E poi qui ci sono i nonni. Senza di loro non saprei come fare». «Io ho studiato qui, hanno studiato qui i miei quattro figli e pure cinque nipoti – racconta Mariagrazia Cittadino – e non li manderei da nessun’altra scuola», afferma, ottenendo su questo le conferme della nonna Rosanna Lastella.
Dunque i genitori difendono inanzi tutto il tempo pieno, con la qualità e vastità dell’offerta formativa, ma anche il diritto dei loro bambini ad essere rispettati: «A settembre volevo iscrivere mio figlio a Valle Olona ma non ho potuto perchè c’erano troppi pochi bambini e non hanno formato la prima. E ora che si è ambientato qui dovrei riportarlo di là perché il Comune ha cambiato idea? Non esiste, non è serio», esclama Antonella Gramigna tra un gruppo di mamme che invece arrivano da Induno Olona e che hanno scelto la IV Novembre, considerata un modello in tutta la zona.
Lidia Romeo

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google