VARESE Due le notizie, una buona e una cattiva, che arrivano dalla riunione del Pdl di mercoledì sera sul caso-scuole. Quella buona è che il Comune potrà dividere il provvedimento di razionalizzazione in due parti, approvando entro la fine di ottobre la verticalizzazione, ma prendendosi più tempo sul problema delle strutture. Forse addirittura un anno. Ma c’è quella cattiva: a San Fermo una delle due scuole dovrà chiudere. Per questo ieri sera in consiglio comunale è esposa la rabbia dei genitori della IV Novembre, in aula insieme a quelli di Valle Olona. Più di centocinquanta i residenti che si sono presentati per protestare contro il taglio di uno dei due istituti del rione.
INGIUSTO AVERE LA DOPPIETTA
Prima la contestazione silenziosa con alcuni cartelli, poi – quando la seduta è stata sospesa per mancanza del numero legale – le urla. «Vergogna! Dimissioni!», alcune delle frasi indirizzate alla giunta. Infine il confronto con il sindaco Attilio Fontana, circondato dai genitori, il vice Giorgio De Wolf e gli assessori Patrizia Tomassini e Fabio Binelli. Ma la maggioranza tira dritto: «Tenere aperti entrambi gli istituti, uno vicino all’altro, è impensabile – dice Roberto Puricelli, capogruppo Pdl – perché da qualche parte bisogna risparmiare. E l’indirizzo che ci siamo dati è quello di evitare che un quartiere rimanga senza una scuola di riferimento. Non è giusto sacrificare un altro quartiere, lasciandone due a San Fermo: su quale dei due stabili dismettere, poi, la discussione è aperta. Va bene anche trasferire la don Rimoldi nella IV Novembre». E sarà aperto il confronto: «Abbiamo stabilito che qualunque decisione sarà presa a un tavolo con i comitati dei genitori», aggiunge il consigliere Piero Galparoli.
LA PRESIDE SUGLI ORARIIntanto, dalla IV Novembre arriva la risposta alle accuse che l’assessore leghista Fabio Binelli aveva lanciato contro la direzione scolastica. «I dirigenti scolastici hanno sempre collaborato e spesso hanno sollecitato incontri su tematiche diverse – dice la preside Marisa Lucianetti – l’assessore parla poi di una perdita di iscrizioni in
questi anni e di una penalizzazione dei genitori della De Amicis rispetto agli orari della scuola. Gli orari deliberati dal consiglio di istituto sono uguali per tutti i plessi di scuola primaria, ad esclusione delle classi prime e seconde della scuola IV Novembre di San Fermo, nella quale è attivo il tempo pieno».
NO, NESSUNA CHIUSURA
«Così si rigira una frittata che nella sostanza non cambia – l’accusa di Massimo Torresin, presidente dell’associazione "Insieme per la scuola"m all’amministrazione – Nessuna delle due scuole è in grado di accogliere l’altra per mancanza di spazi sufficienti a garantire la stessa offerta formativa. Per non parlare del problema pedagogico dovuto alla convivenza di bambini di età diversa, quasi adolescenti». «In questa proposta sembra che le scuole siano magazzini da stipare e manca la valutazione dei danni che ne conseguirebbero per i bambini e per il rione – aggiunge – ma soprattutto l’amministrazione deve ancora spiegarci perché a due settimane dal voto, all’improvviso diventa fondamentale sacrificare una delle due scuole di San Fermo, elogiate entrambe dalla relazione di preparazione del documento prodotta dell’assessorato».
«Sono due scuole in espansione e a norma. Anzi, la Don Rimoldi è stata appena ristrutturata con un investimento di diverse centinaia di migliaia di euro, dunque perché chiuderne una? – aggiunge il rappresentante d’istituto Gianluca Costantini – Per darla a chi?».
Lidia Romeo
Marco Tavazzi
e.marletta
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