TEHERAN – All’indomani dell’uccisione della Guida Suprema, nuovi attacchi di Stati Uniti e Israele hanno colpito Teheran. Nella capitale iraniana si susseguono esplosioni violente e sopra la città si estende una fitta nube di fumo. L’esercito israeliano afferma di aver iniziato a prendere di mira il centro della metropoli. In Pakistan centinaia di manifestanti filo-iraniani hanno tentato un assalto a Karachi, grande città nel sud del Paese.
Nel bombardamento del giorno precedente è rimasto ucciso Gholamreza Rezaian, responsabile dell’intelligence della polizia iraniana. Hamas conferma la morte di Ali Khamenei e in una nota definisce l’azione un “attacco abominevole”. Gli Emirati avvertono Teheran che un’eventuale aggressione contro di loro sarebbe un errore e comporterebbe isolamento, ribadendo che il conflitto non è contro i Paesi vicini.
Secondo i media israeliani anche la televisione di Stato iraniana sarebbe stata colpita. Il presidente Masoud Pezeshkian sostiene che l’uccisione di Khamenei rappresenta una dichiarazione di guerra contro tutti i musulmani e afferma che vendicarne la morte è un diritto e un dovere legittimo.
Il New York Times riferisce che la CIA avrebbe localizzato con precisione la posizione della Guida Suprema poco prima dell’attacco coordinato, fornendo le informazioni che hanno reso possibile l’operazione. Ali Larijani mette infine in guardia contro ogni tentativo di dividere il Paese dopo la morte di Khamenei.













