BUSTO ARSIZIO – Un fascicolo aperto e diversi dispositivi sotto sequestro: così si muove l’inchiesta su un professore cinquantenne e una studentessa 17enne. Gli accertamenti della polizia, coordinati dal pm Roberto Bonfanti, puntano a chiarire i contorni della relazione e i possibili profili penali. Il nodo è distinguere tra rapporto consensuale e reato.
Il docente è stato sospeso dal servizio. Una parte degli studenti e delle famiglie si è schierata in sua difesa, anche sui social. La ragazza è già stata ascoltata dagli investigatori e non risultano segnali di rottura tra i due, elemento che farebbe pensare a una relazione condivisa.
Restano però gli aspetti giuridici: telefoni e computer di entrambi sono stati acquisiti per analisi. L’esito dipenderà dal contenuto dei dispositivi. A far emergere la vicenda sarebbero state alcune compagne di scuola, insospettite da comportamenti cambiati nel tempo.
Dopo aver trovato messaggi e immagini sul cellulare della giovane, le studentesse hanno riferito tutto a un insegnante, che ha informato la dirigenza. Il caso è arrivato rapidamente al commissariato. Il professore, difeso dall’avvocato Andrea Toscani, non ha mai avuto la ragazza come alunna e questo escluderebbe l’abuso di autorità.
La relazione sarebbe iniziata a settembre, con la famiglia della giovane già informata. Gli investigatori mantengono cautela. Nel frattempo il liceo resta diviso tra sostegno e preoccupazione, mentre per il docente sono in gioco lavoro, reputazione e vita privata.













