La Procura Generale di Milano ha chiesto alla Corte d’Appello di assolvere i cinque ex consiglieri del Cda della cooperativa che gestiva la funivia Ponte di Piero-Monteviasco, nell’ambito del processo sulla morte di Silvano Dellea, avvenuta il 12 novembre 2018.
Il sostituto procuratore generale Massimo Gaballo ha avanzato una doppia richiesta: da un lato il proscioglimento per prescrizione per le violazioni legate alla normativa sulla sicurezza sul lavoro, dall’altro l’assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto” in relazione all’accusa di concorso in omicidio colposo.
Il nodo delle responsabilità
Al centro della richiesta della Procura vi è l’interpretazione della giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui i membri del consiglio di amministrazione non possono essere ritenuti responsabili in assenza di un ruolo diretto come datori di lavoro o di specifiche deleghe in materia di sicurezza. Nel caso in esame, secondo l’accusa, agli imputati non sarebbero stati attribuiti poteri gestionali o organizzativi tali da configurare una responsabilità penale.
L’opposizione delle parti civili
Una lettura contestata dalle parti civili, tra cui i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Corrado Viazzo e Vera Dall’Osto. Secondo la difesa, le gravi criticità nella gestione dell’impianto avrebbero dovuto comportare una responsabilità più ampia, coinvolgendo anche i membri del Cda, indipendentemente dal ruolo formale.
La sentenza di primo grado
In primo grado, il Tribunale di Varese aveva condannato i cinque consiglieri a pene comprese tra un anno e un anno e otto mesi (con sospensione condizionale), riconoscendo responsabilità per omicidio colposo con violazione delle norme antinfortunistiche. Condannato anche l’allora direttore di esercizio della funivia.
I sei imputati erano stati inoltre condannati al risarcimento delle parti civili, con una provvisionale di 50mila euro ciascuno.
Ora la decisione passa alla Corte d’Appello di Milano, che dovrà stabilire se confermare o ribaltare il verdetto di primo grado. La sentenza è attesa per i primi di luglio.












