Roma, 18 feb. (Apcom) – Già alla seconda udienza è caduta la metà
delle accuse a carico dei titolari del portale The Pirate Bay,
rivendicano gli stessi imputati dal sito internet in cui
pubblicano i loro aggiornamenti sulla vicenda giudiziaria. Ben
diversa la lettura fornita dai rappresentanti dei gruppi
industriali che promuovono la causa: per loro non è cambiato
nulla di significativo, salvo che è stato “semplificato” il
lavoro della pubblica accusa.
Fondato nel 2003, nel corso degli anni questo portale internet è
diventato un punto di riferimento per coloro che utilizzano i
sistemi di condivisione di file chiamati “bitTorrent”. I quattro
imputati, tutti di nazionalità svedese – ovvero i tre
amministratori del sito, il 28 enne Svartholm Warg, i trentenni
Peter Sunde e Fredrik Neij, e il finanziatore, il 48enne Carl
Lundstrom – sono finiti alla sbarra per il loro presunto
coinvolgimento su scaricamenti di file musicali, film o
videogiochi tutelati dal copyright.
Il processo, che attira l’attenzione di molti internauti, ma
anche di diverse industrie, si è aperto ieri nella capitale
svedese. Oggi, secondo quanto riferito dagli imputati su un altro
sito internet (TorrentFreak), la pubblica accusa ha deciso di
ritirare le imputazioni sull’aver “fornito assistenza alla
violazione di diritti di autore”, mentre restano le accuse in
merito all’aver “fornito assistenza sul rendere disponibile
materiale coperto dal diritto di autore”.
Neik sostiene di esser riuscito a dimostrare che l’accusa aveva
frainteso le caratteristiche delle tecnologie utilizzate dal
portale. Esulta uno dei loro difensori, l’avvocato Per Samuelson,
che parla di uno sviluppo “sensazionale. E’ molto raro – aggiunge
– raggiungere metà degli obiettivi soltanto in un giorno e mezzo,
ed è chiaro che il procuratore ha sentito molto bene quanto
abbiamo sostenuto ieri”.
Diversa la valutazione del quadro fatta da Peter Danowsky,
consulente legale per diverse industrie promotrici della disputa.
“E’ di gran lunga una questione tecnica che non cambia nulla
sulle nostre rivendicazioni – ha affermato, secondo la Bbc – e
non ha alcuna implicazione di rilievo per il principale caso a
carico di The Pirate Bay. Di fatto, semplifica il compito
dell’accusa”.
La disputa è insorta a seguito dei ricorsi presentati da diversi
giganti dei media, tra cui Warner Bros, Mgm Pictures, Colombia
Pictures Industries, 20th Century Fox, Sony Bmg, Universal e la
Emi. A maggio del 2006 la polizia svedese effettuò una serie di
retate, sequestrando diversi server e computer del portale
Pirates Bay, e chiudendolo temporaneamente. Tra le prove che
vengono portate ora contro i quattro titolari, oltre a delle
testimonianze dirette, vi sono anche delle comunicazioni via
e-mail. Gli imputati respingono tutte le accuse.
Cep
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