Biumo, il “parco” senza più alberi: via Arconati si scopre piazza sportiva in cemento

A Biumo inaugurata l’area legata allo studentato universitario. Ma tra campetto, gradinate e pergole crescono dubbi su verde, sicurezza e futura frequentazione

VARESE – A Varese lo chiamano “nuovo parco urbano”. Ma per molti residenti di Biumo il colpo d’occhio racconta un’altra storia: quella di uno spazio dove gli alberi hanno lasciato posto al cemento, alle strutture sportive e a una piazza attrezzata che ha ben poco del vecchio verde che occupava via Arconati.

L’area inaugurata sabato pomeriggio nasce all’interno del progetto dello studentato universitario e ruota attorno a un campo da basket con gradinata, tavoli da ping pong, sedute e una lunga pergola metallica decorata con versi di Alda Merini. Un intervento che l’amministrazione presenta come simbolo di socialità, aggregazione e rigenerazione urbana.

Ma il punto più contestato resta quello ambientale. Gli alberi presenti sono stati abbattuti e il risultato finale, secondo i critici, assomiglia più a una piattaforma urbana multifunzione che a un vero parco cittadino. In altri anni una simile operazione avrebbe probabilmente acceso proteste durissime. Oggi invece il rischio, secondo chi contesta il progetto, è che bastino qualche arredo moderno e una patina culturale per far passare come “verde pubblico” una colata di cemento con un campetto da basket.

C’è però un secondo tema, ancora più delicato, che molti nel quartiere affrontano sottovoce ma con crescente preoccupazione: quello della sicurezza e della futura frequentazione dell’area.

Biumo, e in particolare quella fascia della città a ridosso della stazione, è da tempo una zona sensibile, segnata da episodi di degrado, microcriminalità e spaccio. La presenza di gruppi dediti al piccolo traffico di droga è un problema noto ai residenti e alle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore serali.

Ed è proprio qui che nascono i timori maggiori: che il nuovo spazio, invece di diventare un presidio positivo per famiglie e studenti, possa trasformarsi in un ulteriore punto di aggregazione incontrollata. Un’infrastruttura perfetta per stazionamenti, incontri e occupazioni improprie più che un vero luogo restituito alla comunità.

Il rischio, secondo diversi abitanti della zona, è che il “parchetto” finisca rapidamente sotto il controllo informale di gruppi problematici, diventando terreno di conquista per lo spaccio anziché spazio di convivenza urbana. Un timore alimentato anche dall’esperienza di altre aree cittadine nate con buone intenzioni ma poi progressivamente sottratte alla piena fruizione delle famiglie.

All’inaugurazione erano presenti il sindaco Davide Galimberti, il senatore Alessandro Alfieri, rappresentanti dell’Università degli Studi dell’Insubria e diversi assessori comunali. Palazzo Estense difende l’operazione come esempio di riqualificazione e spazio aperto ai giovani.

Ma tra chi vive quotidianamente il quartiere restano molte perplessità. Perché oltre alle inaugurazioni e alle dichiarazioni ufficiali, sarà il tempo a dire se via Arconati diventerà davvero un luogo vissuto dalla comunità oppure l’ennesimo spazio urbano difficile da controllare.