Roma, 17 feb. (Apcom) – E’ il solito Roberto Benigni quello che
alle ore 22.30 fa il suo ingresso sul Palco dell’Ariston correndo
da una parte all’altra. Ricambia l’affetto del pubblico, e,
nonostante le polemiche suscitate dalla trattativa con la Rai, si
dichiara felice di essere a Sanremo.
La sua satira comincia, guardo caso, dal premier Berlusconi:
“Volevo dire Sanremo e mi è uscito Berlusconi. E poi se non
faccio le battute su Berlusconi su chi le faccio? Sul povero
Veltroni? Più battuto di lui. Rialzati Valter; che vuoi che sia
la Sardegna, magari prendiamo la maggioranza nelle Eolie”.
Poi plaude a Mina ma la invita a farsi vedere ogni tanto. “Ormai
Mina si vede soltanto in video come Bin Laden. Mina fatti vedere
ogni tanto. Mina non si è fatta più vedere ed è diventata un
mito”. Da qui l’invito al premier: “Silvio mi è venuta un’idea:
ti propongo di diventare un mito come Mina, devi sparire. Più
lontano vai e più mito diventi”.
Benigni prosegue parlando del brano di Iva Zanicchi ‘Ti voglio
senza amore’. “Sono rimasto male. Prima c’era una metafora, ora
invece è tutto esplicito. Ti chiede senza amore, quindi ha
bisogno di uno resistente, un gladiatore. Uno come Silvio. Iva,
mi è caduto un mito. L’unico mito che mi resta Orietta Berti.
Resisti almeno tu, Orietta”.
Chiude sulle polemiche legate alla canzone di Povia sul tema
dell’omosessualità: “I gay non sono peccati, il peccato è
soltanto la stupidità. Gli omosessuali – prosegue Benigni
ricevendo applausi dalla platea – sono stati seviziati nei campi
di concentramento perché amavano una persona. Pensate se ognuno
di noi venisse torturato solo per la colpa di essersi innamorato.
E’ un’assurdità. E’ incredibile che si parli ancora degli
omosessuali. L’amore rassicura più della fede”.
Benigni fa riferimento anche allo scrittore Oscar Wilde, messo in
prigione per essere omosessuale, recitando la lettera che durante
il carcere Wilde scrive al suo amato, invitandolo a lasciare
l’oscurantista Inghilterra e ad andare in Italia. E il pubblico
dell’Ariston si alza in piedi.
Ema-Caw
© riproduzione riservata










