Un volto familiare, capace di attraversare mezzo secolo di radio, televisione e, più recentemente, anche il mondo dei social. Per questo l’Università dell’Insubria ha scelto di conferire a Gerry Scotti la laurea honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione.
La cerimonia si è svolta nel pomeriggio di lunedì 15 giugno nell’aula magna di via Ravasi, a Varese, alla presenza di studenti, docenti e autorità. Con lui, il rettore Maria Pierro, la direttrice del Dipartimento di Scienze umane Paola Biavaschi, il professor Giulio Facchetti e il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
«Uno di famiglia»
Nel suo intervento, il rettore Maria Pierro ha definito Gerry Scotti una figura unica nel panorama televisivo italiano, capace di instaurare con il pubblico un rapporto autentico e duraturo.
Un comunicatore credibile e riconoscibile, ha sottolineato il rettore, il cui successo è stato costruito attraverso rigore professionale, sacrificio e umiltà.
La professoressa Paola Biavaschi ha invece ripercorso le tappe della carriera del conduttore, dagli esordi nelle radio libere fino ai grandi successi televisivi, definendolo un «comunicatore democratico», capace di parlare a pubblici differenti con un linguaggio semplice e accessibile.
«Comunico ergo sum»
Nella sua lectio magistralis, Scotti ha scelto di reinterpretare il celebre motto cartesiano «Cogito ergo sum», trasformandolo in un più personale «Comunico ergo sum».
Con la consueta ironia, il conduttore ha ricordato i suoi cinquant’anni di carriera, iniziati nel 1976 davanti a un microfono radiofonico.
Ha scherzato sul fatto di essere entrato quotidianamente nelle case degli italiani, accompagnando generazioni diverse e diventando una presenza familiare per milioni di persone.
Nel suo racconto sono emerse anche le radici tra la provincia pavese e la periferia milanese, considerate dallo stesso Scotti fondamentali per costruire il proprio modo di comunicare e di rapportarsi con il pubblico.
Gli studi lasciati e il messaggio ai giovani
Il popolare presentatore ha ricordato anche gli anni del liceo classico Carducci e l’esperienza universitaria a Giurisprudenza, interrotta dopo aver sostenuto 23 esami per inseguire la passione per la radio.
Rivolgendosi agli studenti presenti in aula, ha lanciato un invito a non arrendersi e a portare a termine il percorso di studi, o almeno a provarci con tutte le proprie forze.
Nel ripercorrere le tappe decisive della sua carriera, Scotti ha ricordato anche la scelta di rinunciare a un corso di regia pubblicitaria a Los Angeles per restare in Italia e fondare una nuova emittente radiofonica insieme a Claudio Cecchetto, prima del definitivo approdo in televisione.
Dal piccolo schermo ai social
Tra i temi affrontati anche l’evoluzione della comunicazione e il rapporto con il mondo digitale.
Con grande autoironia, Scotti ha raccontato di essere diventato uno dei personaggi più condivisi e trasformati in meme sui social network, fino ad arrivare al progetto del cosiddetto “Gerriverso”, sviluppato attraverso l’intelligenza artificiale.
A chiudere la giornata, un messaggio di speranza rivolto ai più giovani, ispirato a una riflessione attribuita a Madre Teresa di Calcutta: imparare a vivere pienamente il presente, senza attendere il momento perfetto per essere felici.













