Nuove modalità di spaccio si stanno affermando anche nell’Alto Varesotto. Non più soltanto le tradizionali piazze di vendita nei boschi, ma consegne organizzate su appuntamento, con venditore e acquirente che si danno appuntamento in parcheggi o altri luoghi concordati per lo scambio della droga.
È in questo contesto che si inserisce l’arresto effettuato domenica dai carabinieri della Compagnia di Luino a Germignaga, dove un giovane è stato fermato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Pedinato dai carabinieri
L’indagine è scattata dopo un’attività di osservazione da parte dei militari dell’Arma. Il sospettato, un cittadino marocchino nato nel 2001 e da poco arrivato in Italia, è stato individuato mentre viaggiava a bordo di una Fiat 500 presa a noleggio lungo via Dante Alighieri, sul lungolago di Luino.
I carabinieri hanno deciso di seguirlo senza intervenire immediatamente, attendendo che raggiungesse quella che ritenevano essere la destinazione dell’incontro.
Lo scambio nel parcheggio
L’auto si è fermata in via Fabio Filzi, a Germignaga, all’interno di un parcheggio dove, secondo gli investigatori, avrebbe dovuto avvenire la consegna della droga.
Quando il giovane è sceso dal veicolo e si è accorto della presenza dei militari, avrebbe cercato di disfarsi di una busta lanciandola sotto un’auto parcheggiata.
I carabinieri l’hanno immediatamente recuperata.
All’interno della busta sono state trovate:
- 15 dosi di cocaina da circa 0,5 grammi ciascuna;
- 7 dosi da circa 0,2 grammi;
- 200 euro in contanti, ritenuti compatibili con l’attività di spaccio.
L’intero materiale è stato posto sotto sequestro.
Il giovane non avrebbe opposto resistenza al momento del fermo, mentre non è stato possibile identificare il presunto acquirente, che non è stato rintracciato.
L’udienza di convalida
L’arrestato è comparso davanti al giudice per il rito direttissimo.
Il pubblico ministero ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Varese.
Una richiesta alla quale si è opposto il difensore, l’avvocato Nicolò Pugno Vanoni del Foro di Milano, contestando la necessità della misura cautelare.
Sarà ora l’autorità giudiziaria a decidere sull’eventuale applicazione dei provvedimenti richiesti e a fare piena luce sul ruolo del giovane nell’ipotizzata rete di spaccio attiva nell’area del Lago Maggiore.













