VARESE – La produzione industriale varesina chiude il secondo trimestre 2026 con un bilancio ancora positivo, ma emergono segnali di rallentamento legati alla domanda e all’incertezza internazionale. L’indagine congiunturale del Centro studi di Confindustria Varese rileva un saldo produttivo di +23,2 punti percentuali: il 49,9% delle imprese indica un aumento dei livelli, il 23,4% stabilità e il 26,7% una riduzione.
Il quadro resta però molto diverso tra i settori. Il chimico-farmaceutico conferma una fase espansiva con produzione e ordini in forte crescita. Anche gomma-plastica e metalmeccanico registrano risultati positivi nel trimestre, mentre la moda rimane vicina alla parità. Gli ordinativi complessivi mostrano invece una frenata, con un saldo di appena +1,4 punti, mentre quelli esteri si fermano a +10 punti.
Le aziende guardano con cautela ai prossimi mesi. Le previsioni sulla produzione del terzo trimestre segnano un saldo negativo (-6,9 punti), condizionato anche dalla tradizionale riduzione estiva dell’attività. Pesano i costi energetici, la situazione geopolitica e la difficoltà di trasferire completamente gli aumenti sui prezzi finali.
Secondo l’indagine, oltre la metà delle imprese considera significativo e duraturo l’impatto delle tensioni in Medio Oriente. Il 59,5% degli intervistati non è riuscito a compensare i maggiori costi attraverso aumenti dei listini.
Sul fronte occupazionale, nel secondo trimestre 2026 nel comparto industriale sono state autorizzate oltre 2,3 milioni di ore di cassa integrazione, in calo rispetto allo stesso periodo del 2025 ma con un aumento nel primo semestre dell’anno. Il metalmeccanico resta sostenuto dalla produzione corrente ma registra una domanda più debole, la moda continua a soffrire sui mercati esteri, mentre chimico-farmaceutico e alcune realtà della gomma-plastica mostrano maggiore tenuta.













