L’estate 2026 continua a mettere sotto pressione le risorse idriche dell’alto Varesotto. Le settimane caratterizzate da precipitazioni quasi assenti e temperature elevate stanno progressivamente aggravando una situazione già delicata, con il livello del Lago Maggiore e quello dei corsi d’acqua in costante diminuzione e i primi segnali di difficoltà anche sul fronte dell’approvvigionamento idrico.
A lanciare un ulteriore campanello d’allarme è ALFA s.r.l., gestore del servizio idrico integrato del territorio. Lo scorso 7 agosto la società ha trasmesso una comunicazione ufficiale ai Comuni di Saltrio, Cuvio, Viggiù, Castelveccana, Montegrino Valtravaglia, Casale Litta e Vedano Olona, chiedendo alle amministrazioni di sensibilizzare la popolazione e di invitare i cittadini a utilizzare l’acqua esclusivamente per le necessità essenziali.
L’indicazione è chiara: in questa fase la risorsa idrica deve essere destinata prioritariamente agli usi potabili e igienico-sanitari, evitando ogni consumo che possa essere rinviato.
A Montegrino arriva l’ordinanza
Tra i Comuni interessati, Montegrino Valtravaglia ha deciso di adottare misure ancora più stringenti. Il territorio, del resto, conosce già le conseguenze delle estati particolarmente siccitose: nel 2022 il Comune aveva dovuto affrontare una situazione critica sul fronte dell’approvvigionamento idrico protrattasi per l’intera stagione estiva.
Nella giornata di lunedì 10 agosto, il sindaco ha quindi firmato un’ordinanza che dispone, con effetto immediato, la limitazione dell’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto comunale ai soli scopi potabili e igienico-sanitari.
Il provvedimento resterà in vigore fino alla cessazione della situazione di criticità e nasce dalla necessità di prevenire possibili problemi legati a una disponibilità della risorsa sempre più ridotta.
Cosa non si può fare
L’ordinanza stabilisce una serie precisa di divieti. L’acqua della rete comunale non potrà essere utilizzata per irrigare orti, giardini e aree verdi attraverso gli allacciamenti all’acquedotto.
Stop anche al lavaggio di cortili, piazzali e aree di pertinenza, così come al riempimento o al reintegro dell’acqua nelle piscine private.
Tra i divieti rientra inoltre il lavaggio di automobili, macchinari, attrezzature e altri veicoli, insieme a qualsiasi utilizzo di carattere ludico o comunque non strettamente necessario per le esigenze personali e igienico-sanitarie.
L’obiettivo non è quindi limitare indiscriminatamente l’uso dell’acqua, ma preservare le riserve disponibili evitando gli sprechi in una fase nella quale ogni consumo non indispensabile può contribuire ad aggravare la situazione.
Il territorio resta sotto osservazione
Quella dell’alto Varesotto è una situazione che resta dunque costantemente monitorata. Le amministrazioni comunali e ALFA stanno seguendo l’evoluzione dei consumi e delle condizioni meteorologiche, mentre l’assenza di precipitazioni significative continua a rappresentare il principale elemento di preoccupazione.
La speranza è che un cambiamento del quadro meteorologico possa riportare presto piogge sufficienti a ricaricare le riserve e ad allentare la pressione sulla rete idrica. Al momento, però, la situazione resta delicata e impone un utilizzo responsabile dell’acqua da parte di cittadini, famiglie e attività.
Un’emergenza che riporta alla memoria quanto già accaduto negli anni più difficili e che dimostra, ancora una volta, quanto il sistema idrico possa diventare vulnerabile quando caldo prolungato e assenza di piogge si combinano per settimane.













