Ci sono vittorie che valgono una medaglia e altre che raccontano molto di più. Quelle di Nicolò Martinenghi e Simona Quadarella agli Europei di nuoto appartengono alla seconda categoria: due successi costruiti sulla continuità, sulla capacità di resistere alla pressione e, soprattutto, sulla voglia di non arrendersi quando la fatica fisica e mentale sembra prendere il sopravvento.
Per Martinenghi, in particolare, il titolo europeo nei 100 rana ha avuto il sapore di una rinascita. Il 27enne varesino ha fermato il cronometro in 58”58, precedendo il russo Kozhakin e il connazionale Simone Cerasuolo, terzo in 58”90.
Ma dietro quell’oro c’è un pensiero che il campione olimpico di Parigi ha confessato senza nascondersi: il ritiro era stato preso seriamente in considerazione.
Martinenghi: «Avevo pensato di smettere»
Dopo la gara, Martinenghi ha raccontato quanto sia stato difficile l’ultimo anno. Alla squadra aveva persino confidato che quella competizione avrebbe potuto rappresentare il suo ultimo appuntamento importante.
Poi qualcosa è cambiato.
Il successo in vasca ha riacceso una motivazione che sembrava essersi affievolita. Martinenghi ha spiegato di aver attraversato momenti nei quali la piscina era finita in secondo piano, ma di aver ritrovato la convinzione necessaria per continuare.
La vittoria europea diventa così molto più di un titolo: è la conferma che il campione varesino ha ancora voglia di competere e di misurarsi con i migliori.
La sua storia dimostra anche quanto possa essere complesso mantenere per anni livelli altissimi in uno sport nel quale ogni allenamento, ogni gara e ogni errore possono pesare enormemente sulla testa prima ancora che sul fisico.
Quadarella, quattro volte regina degli 800
Se Martinenghi ha ritrovato la propria spinta, Simona Quadarella continua invece a confermare una straordinaria capacità di durare nel tempo.
La nuotatrice romana ha conquistato per la quarta volta il titolo continentale negli 800 stile libero, completando una rimonta che l’ha portata al traguardo in 8’15”55.
Alle sue spalle si sono piazzate le tedesche Gose e Werner.
Un altro successo che arricchisce una collezione già prestigiosa: dopo i trionfi di Glasgow 2018, Budapest 2021 e Roma 2022, Quadarella aggiunge un nuovo capitolo alla propria carriera europea.
La sua filosofia è apparentemente semplice: partire con pazienza, mantenere il ritmo e aumentare progressivamente l’intensità. Una strategia che ancora una volta ha funzionato alla perfezione.
Sara Curtis, un bronzo che vale una pagina di storia
Tra le protagoniste italiane della giornata c’è anche Sara Curtis, protagonista di una prestazione destinata a rimanere nella storia del nuoto azzurro.
La piemontese ha conquistato il bronzo nei 100 stile libero, diventando la prima italiana a salire sul podio europeo in questa specialità.
Il tempo di 52”72 le è valso una medaglia arrivata al termine di una gara combattutissima: davanti a lei hanno chiuso l’olandese Marrit Steenbergen, vincitrice in 51”90 con il nuovo record dei campionati, e Milou Van Wijk, arrivata appena un centesimo prima dell’azzurra.
Per Curtis, ancora giovanissima, il risultato rappresenta un’ulteriore conferma di una crescita che passa anche dalla scelta di trasferirsi negli Stati Uniti per allenarsi alla Virginia University.
Cerasuolo: «Sarei morto per quel podio»
La terza piazza nei 100 rana ha regalato un’altra soddisfazione all’Italia. Simone Cerasuolo, dopo una semifinale che lo aveva lasciato insoddisfatto, ha reagito nella gara decisiva riuscendo a conquistare il bronzo alle spalle di Martinenghi.
Il nuotatore emiliano ha raccontato di essere entrato in acqua con un atteggiamento completamente diverso rispetto al giorno precedente, deciso a non farsi condizionare dalla pressione.
Nella parte finale della gara ha trovato le energie necessarie per resistere alla rimonta degli avversari. Un risultato che lo stesso Cerasuolo ha collegato anche all’esempio rappresentato da Martinenghi, considerato un punto di riferimento per i giovani della nazionale.
Ceccon sfiora il podio e guarda ai 200 dorso
Non è stata invece una giornata completamente positiva per Thomas Ceccon.
Il campione di Schio ha chiuso al quarto posto nei 50 farfalla, a due decimi dal vincitore, il russo Kornev, autore di un 22”52.
Poco dopo Ceccon è tornato in acqua per la semifinale dei 200 dorso, riuscendo a conquistare l’accesso alla finale.
Il programma particolarmente intenso ha però riaperto il tema della gestione delle energie. Lo stesso atleta ha sottolineato quanto sia complicato affrontare due prove molto diverse a distanza di appena venti minuti.
La sensazione è che, con una concorrenza sempre più competitiva, anche per un campione abituato a gareggiare su più fronti possa diventare necessario scegliere con maggiore attenzione le specialità sulle quali concentrare le proprie energie.
Un’Italia che continua a crescere
La giornata europea restituisce dunque il volto di una nazionale capace di combinare esperienza e nuove leve.
Martinenghi e Quadarella rappresentano la continuità di una generazione che ha imparato a vincere e, soprattutto, a resistere. Curtis incarna invece il futuro, con un primo storico podio nei 100 stile libero. Cerasuolo conferma di poter competere ai massimi livelli, mentre Ceccon resta uno degli uomini di punta della squadra.
E il programma non è ancora finito. Nelle prossime finali saranno impegnate Benedetta Pilato e Anita Angiolini nei 100 rana, Silvia Di Pietro nei 50 farfalla e D’Ambrosio nei 100 stile libero.
L’Europeo continua così a regalare medaglie e storie diverse, ma con un denominatore comune: per vincere non bastano più talento e preparazione. Servono anche resistenza, lucidità e quel qualcosa in più che, quando le braccia non rispondono più, resta ancora nel cuore.












