BSTO ARSIZIO – I lavori stradali riportano alla luce una pavimentazione che appartiene al passato di Busto Arsizio. In via Mazzini, durante la fresatura del manto da sostituire, sono riapparsi i cubetti di porfido presenti nel tratto conclusivo della strada, davanti alla maxi-rotatoria di piazzale De Gasperi.
A segnalare la possibilità di recuperarli è l’architetto Daniele Geltrudi, residente nella zona. Secondo quanto osserva, la pavimentazione sarebbe ancora in buone condizioni. Il suo eventuale mantenimento, oltre all’aspetto estetico, potrebbe contribuire a contenere la velocità dei veicoli.
Il punto è infatti considerato problematico per la presenza di traffico e pedoni. La proposta è quindi di evitare una nuova copertura con l’asfalto e lasciare il porfido come elemento capace di favorire una marcia più lenta.
La pavimentazione storica non è una presenza isolata in città. In via Mameli, quando l’asfalto si deteriora, tornano visibili le vecchie lastre sottostanti, che provocano sobbalzi ai mezzi in transito. La strada era stata inserita in un progetto di riqualificazione con pavimentazione in porfido, ma l’intervento non ha ottenuto il finanziamento regionale previsto, vicino ai 10 milioni di euro.
Resti della vecchia pavimentazione affiorano anche in piazza Volontari della Libertà, davanti alla stazione centrale, e nel controviale di viale Duca d’Aosta, alle spalle di palazzo Gilardoni.
Per Geltrudi, dunque, il recupero del porfido potrebbe avere una doppia funzione: intervenire sull’aspetto urbano e contribuire a ridurre la velocità nel tratto di via Mazzini.













