VARESE – Una vicenda familiare segnata da tensioni e contrasti è arrivata davanti al tribunale di Varese. Al centro del procedimento c’è un uomo di 35 anni, considerato uno dei riferimenti della Curva del Varese Calcio, accusato di aver rivolto minacce di morte alla compagna.
Le indagini erano partite nel dicembre 2025 dopo che alla questura erano giunte informazioni riservate sulle difficoltà della coppia, insieme da circa vent’anni e con due figli. Gli accertamenti, coordinati dalla magistratura, avevano portato anche a intercettazioni telefoniche. In due conversazioni era emerso, secondo l’accusa, un linguaggio minaccioso nei confronti della donna.
La compagna e i figli minori erano stati accolti in una struttura protetta. Il 35enne era invece finito in carcere in custodia cautelare.
Nell’udienza dell’8 settembre sono stati sentiti diversi testimoni indicati dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Bianchi. Tra questi anche un’assistente sociale di un distretto della provincia di Varese, che ha descritto una situazione familiare caratterizzata da difficoltà, ma ha riferito anche di una capacità genitoriale esercitata dall’imputato.
Sono stati ascoltati inoltre parenti dell’uomo e amici della coppia. Le loro testimonianze hanno descritto litigi e contrasti, senza riferire episodi di violenza fisica. Non risultano accessi al pronto soccorso né referti sanitari. La donna, inoltre, non ha presentato denuncia né si è costituita parte civile.
La prossima udienza è fissata per il 23 settembre. Il processo si avvicina alla discussione finale. Anche la Digos ha seguito l’ultima udienza, caratterizzata dalla presenza di numerosi sostenitori dell’imputato.













