Medici di famiglia in sciopero per 48 ore: possibili disagi anche nel Varesotto

Medici di famiglia in sciopero per 48 ore: possibili disagi anche nel Varesotto
La mobilitazione proclamata dallo Smi è prevista martedì 15 e mercoledì 16 settembre. A rischio visite ordinarie e ricette programmabili, mentre saranno garantite le prestazioni urgenti e indifferibili.

VARESE – Possibili disagi negli studi dei medici di medicina generale della provincia di Varese nelle giornate di martedì 15 e mercoledì 16 settembre. Il Sindacato Medici Italiani ha proclamato uno sciopero nazionale di 48 ore dei professionisti convenzionati per contestare l’accordo stralcio sulle Case della Comunità e chiedere interventi strutturali a sostegno della categoria.

Negli ambulatori dei medici aderenti potrebbero non essere garantite le visite di routine, le attività ordinarie e la prescrizione delle ricette non urgenti e programmabili. Resteranno invece assicurati i servizi essenziali e indifferibili, comprese le prestazioni urgenti e l’assistenza ai pazienti in condizioni gravi.

Le ragioni dello sciopero

Al centro della protesta dello Smi vi sono il rifiuto del cosiddetto “debito orario” obbligatorio previsto nelle nuove Case della Comunità e la contrarietà al modello del ruolo unico nella sua attuale impostazione.

Il sindacato denuncia inoltre i carichi di lavoro sempre più pesanti, la carenza di personale e le difficoltà operative che condizionano quotidianamente l’attività dei medici di famiglia.

Tra le richieste avanzate figurano l’introduzione di un doppio canale professionale, con la possibilità di scegliere volontariamente il rapporto di dipendenza, e l’istituzione di una scuola universitaria di specializzazione in Medicina generale.

Lo Smi chiede anche la reintroduzione della Medicina dei servizi e il rafforzamento degli organici della rete di emergenza-urgenza 118.

Fimmg non aderisce alla mobilitazione

Lo sciopero non trova però il sostegno di tutte le organizzazioni sindacali della categoria. La Federazione italiana dei medici di medicina generale ha confermato che non aderirà alla protesta.

Pur riconoscendo le difficoltà legate ai carichi di lavoro e all’eccesso di burocrazia, la Fimmg ritiene che la chiusura degli ambulatori per due giorni non sia lo strumento più efficace. La federazione punta invece sul confronto ai tavoli negoziali per ottenere più personale negli studi, sviluppare la telemedicina e rafforzare la diagnostica di équipe.

Presidio regionale a Milano

In occasione della prima giornata di sciopero, lo Smi ha organizzato anche un presidio regionale. L’appuntamento è fissato per la mattina di martedì 15 settembre in piazza Duca d’Aosta, a Milano.

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