Promozioni e certificazioni che, secondo l’ipotesi investigativa, non avrebbero rispecchiato il reale svolgimento degli esami. È il quadro emerso da un’indagine della Guardia di finanza di Varese, coordinata dalla Procura della Repubblica, che riguarda un istituto professionale odontotecnico del Varesotto.
Al termine degli accertamenti, al rappresentante legale della scuola è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’uomo è indagato per falsità ideologica in relazione alla presunta irregolarità di alcune certificazioni scolastiche.
Le verifiche dopo la perdita della parità scolastica
Al centro dell’inchiesta c’è la presunta prosecuzione dell’attività didattica anche dopo la progressiva perdita e la successiva revoca dello status di scuola paritaria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’istituto avrebbe continuato a raccogliere iscrizioni e rette e a rilasciare attestazioni relative a percorsi formativi che non sarebbero più stati coperti dal necessario riconoscimento.
In particolare, il rappresentante legale avrebbe attestato falsamente il superamento degli esami di idoneità da parte di quattro studenti. In un altro caso avrebbe certificato il superamento delle prove necessarie per l’ammissione alla classe quinta.
Circostanze che sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Esami, registri e conti sotto la lente della Finanza
Le indagini sono state condotte dai finanzieri del Gruppo di Varese, che hanno esaminato la documentazione acquisita presso la scuola.
Gli accertamenti hanno riguardato i registri degli iscritti e degli esami, le scritture contabili e i movimenti finanziari. Sono state inoltre raccolte testimonianze di persone che avrebbero frequentato l’istituto e dei loro familiari.
L’incrocio tra documenti, dati contabili e testimonianze avrebbe consentito di ricostruire i cambiamenti dello status giuridico della scuola e di individuare flussi finanziari per oltre 116mila euro.
Le somme sarebbero riconducibili a iscrizioni, rette, esami e altre prestazioni, anche in relazione a percorsi scolastici che, secondo l’ipotesi investigativa, non sarebbero più stati autorizzati nell’ambito della parità scolastica.
La tutela della regolarità dei percorsi formativi
L’attività rientra nell’azione della Guardia di finanza a tutela della regolarità del sistema formativo e dell’autenticità della documentazione scolastica.
La vicenda si trova ora nella fase successiva alla conclusione delle indagini preliminari. L’iscrizione nel registro degli indagati e la notifica dell’avviso non costituiscono una dichiarazione di colpevolezza: le responsabilità dovranno essere accertate nelle eventuali successive fasi del procedimento giudiziario.













