Varese capitale europea dei diritti dei bambini in ospedale: torna in Italia il meeting EACH

Varese capitale europea dei diritti dei bambini in ospedale: torna in Italia il meeting EACH
Dal 22 al 24 ottobre la città ospiterà il meeting annuale dell’European Association Children in Hospital, con delegazioni da tutta Europa e dal Giappone. Al centro del confronto le Terapie Intensive pediatriche, il coinvolgimento dei minori nelle cure e i diritti dei piccoli pazienti. Organizzazione affidata alla Fondazione Il Ponte del Sorriso.

VARESE – Tre giorni di confronto internazionale per mettere al centro i diritti, la salute e il benessere dei bambini ricoverati in ospedale. Dal 22 al 24 ottobre Varese ospiterà il meeting annuale di EACH (European Association Children in Hospital), l’organizzazione nata nel 1988 che riunisce associazioni senza scopo di lucro impegnate nella tutela dei bambini e degli adolescenti durante i percorsi di cura.

L’appuntamento segna un ritorno importante: il vertice si svolgerà nuovamente in Italia a 27 anni dall’ultima edizione nazionale, organizzata a Milano nel 1999. A curare l’organizzazione logistica sarà la Fondazione Il Ponte del Sorriso, da anni impegnata nella promozione di un’assistenza pediatrica attenta non soltanto agli aspetti clinici, ma anche alle esigenze emotive, relazionali ed educative dei piccoli pazienti.

La manifestazione offrirà l’occasione per condividere esperienze, confrontare modelli assistenziali e individuare strategie comuni per migliorare la qualità dell’accoglienza e delle cure in età pediatrica.

La Carta di Leida e i diritti dei piccoli pazienti

Tra i principali riferimenti dell’attività di EACH c’è la Carta di Leida, conosciuta anche come Carta europea dei diritti dei bambini in ospedale, elaborata nel 1988. Il documento individua dieci principi fondamentali per garantire ai minori un’assistenza rispettosa dei loro bisogni e dei diritti delle famiglie durante il ricovero.

La Carta rappresenta un punto di riferimento per promuovere un modello ospedaliero a misura di bambino, nel quale la qualità delle cure si accompagni all’attenzione per la dignità, la serenità e lo sviluppo del paziente.

L’associazione riunisce 21 organizzazioni europee e un’associazione giapponese. Ogni anno i rappresentanti si incontrano per discutere le principali questioni legate all’assistenza pediatrica, condividere buone pratiche e definire posizioni comuni da sottoporre alle istituzioni e alle strutture sanitarie.

L’obiettivo è favorire standard assistenziali capaci di riconoscere il bambino come persona con esigenze specifiche, anche quando la malattia e il ricovero interrompono la quotidianità e le relazioni familiari.

Terapie Intensive pediatriche e partecipazione alle cure

Il programma del meeting, che si svolgerà in lingua inglese, affronterà diversi aspetti dell’assistenza ai minori. Tra i temi principali figurano l’organizzazione delle Terapie Intensive pediatriche e il coinvolgimento attivo dei bambini nelle decisioni che riguardano il loro percorso di cura.

Si tratta di questioni centrali per un sistema sanitario che voglia conciliare l’efficacia delle terapie con il rispetto dei bisogni individuali. La partecipazione del minore, naturalmente commisurata all’età e alla capacità di comprensione, e il sostegno alle famiglie sono elementi importanti per costruire un rapporto di fiducia con il personale sanitario.

Il confronto tra le delegazioni permetterà di mettere a fuoco differenze e punti di forza dei vari sistemi nazionali, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise e migliorare l’esperienza ospedaliera dei bambini e dei loro familiari.

Le delegazioni in visita all’ospedale Del Ponte

Il meeting sarà anche un’occasione per presentare ai partecipanti alcune delle esperienze maturate sul territorio varesino.

Le delegazioni internazionali potranno visitare i reparti dell’Ospedale Filippo Del Ponte, dove opera la Fondazione Il Ponte del Sorriso, per conoscere da vicino l’organizzazione dei servizi e le iniziative dedicate ai piccoli pazienti.

Il programma prevede inoltre visite ad alcuni luoghi simbolo della provincia, tra cui il Sacro Monte di Varese, la Prima Cappella e Santa Caterina del Sasso, con un percorso che unirà il confronto professionale alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico locale.

L’iniziativa permetterà così di valorizzare non soltanto le competenze sanitarie del territorio, ma anche il contesto in cui queste si sviluppano, offrendo agli ospiti internazionali un’occasione di conoscenza più ampia della realtà varesina.

Molinari: «La salute dei bambini va oltre la cura»

L’importanza dell’appuntamento è stata sottolineata dall’assessore ai Servizi sociali del Comune di Varese, Roberto Molinari, che ha evidenziato il valore del confronto con le esperienze internazionali.

«La città di Varese ospita un appuntamento che consente di aprire un confronto aperto con esperienze internazionali in materia di sanità in età pediatrica», ha dichiarato.

Un ambito nel quale, ha aggiunto, è necessario considerare aspetti che vanno oltre la dimensione strettamente clinica. «La salute e il benessere nell’infanzia non coincidono solo con l’assenza di malattie, ma devono essere accolti in un sistema attento ai loro bisogni evolutivi nella loro complessità, inclusivi di benessere fisico, mentale e sociale».

Molinari ha quindi ringraziato la Fondazione Il Ponte del Sorriso per aver contribuito a portare in città un’occasione di confronto di rilievo internazionale.

Crivellaro: «A Varese abbiamo eccellenze specifiche»

Per Emanuela Crivellaro, presidente della Fondazione Il Ponte del Sorriso, il meeting rappresenta anche un’opportunità per mostrare alle delegazioni straniere le caratteristiche del modello assistenziale italiano.

«Rispetto ad altre nazioni europee la nostra assistenza ha un valore alto. In alcuni paesi l’accoglienza dei genitori in ospedale prevede costi giornalieri a carico delle famiglie o servizi ridotti», ha spiegato.

Crivellaro ha richiamato l’attenzione su alcune peculiarità della realtà varesina, a partire dalla separazione della Terapia Intensiva Pediatrica da quella Neonatale, pensata per rispondere a esigenze assistenziali differenti.

Tra gli elementi distintivi ha citato anche la presenza della Scuola in Ospedale e un approccio multidisciplinare che coinvolge educatori e figure specializzate, come i musicoterapisti.

«È un onore mostrare la nostra sanità e la bellezza del nostro territorio a tutte le delegazioni», ha concluso.

ASST Sette Laghi: un confronto internazionale sui valori della cura

Anche la direzione dell’ASST Sette Laghi ha evidenziato il significato dell’iniziativa.

Ugo Palaoro, direttore amministrativo dell’azienda sanitaria, ha sottolineato il piacere di ospitare un appuntamento di questa portata, capace di riunire realtà europee e di aprirsi anche al contributo giapponese.

Il meeting rappresenta, nelle sue parole, una testimonianza della volontà di mantenere saldi i principi di solidarietà e attenzione sanitaria e sociale, attraverso il confronto tra sistemi e competenze differenti.

Un’occasione che permette di rafforzare il dialogo tra professionisti e organizzazioni impegnati nella tutela dei diritti dei bambini ricoverati.

Il professor Agosti: «Il nostro modello di cura offre standard elevati»

Il valore dello scambio internazionale è stato ribadito anche da Massimo Agosti, direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Ospedale Del Ponte.

«È un’occasione di scambio fondamentale. Spesso tendiamo a guardare all’estero, ma il nostro modello di cura offre standard elevati grazie all’integrazione tra medici, infermieri ed educatori che si prendono cura del bambino nella sua globalità», ha affermato.

Per Agosti, l’incontro costituisce un momento di condivisione e valorizzazione del lavoro svolto quotidianamente nell’ospedale varesino.

Il meeting EACH porterà dunque a Varese non soltanto una rete internazionale di associazioni, ma anche un confronto concreto su come rendere gli ospedali sempre più capaci di rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie. Tre giorni per ribadire che curare un bambino significa occuparsi della sua salute, ma anche della sua dignità, delle sue relazioni e del suo diritto a essere ascoltato.

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