In coda per le informazionisull’influenza suina

VARESE È stato preso d’assalto il punto informativo di piazza Monte Grappa predisposto dalla squadra emergenze (nata dall’accordo tra Asl, prefettura e provincia di Varese) per dare informazioni sull’influenza A. Nel corso della mattinata di ieri sono andate completamente esaurite le brochure. Solo tra le 10 e le 11.30 si stima che si siano fermati oltre 500 cittadini. Tante le domande sul vaccino. Molti temono gli effetti collaterali. Una paura che scaturisce vedendo che meno del 60% del personale sanitario ha scelto di sottoporsi alla vaccinazione. Altri, invece, vorrebbero

che il vaccino arrivasse subito e chiedono se sia possibile mettersi in lista d’attesa, prenotando eventuali dosi in eccesso. Pierluigi Zeli, direttore generale dell’azienda sanitaria locale, ha risposto che la Regione, forse già nella giornata di oggi, darà il calendario con le date in cui sarà possibile vaccinarsi. Inutile rivolgersi all’Asl se non si fa parte delle categorie individuate dal Ministero della Sanità. «Il vaccino è solo per i soggetti a rischio» ribadisce Zeli che conferma che il picco a Varese sarà tra metà dicembre e metà gennaio.

«Nelle scuole, la situazione è monitorata» continua Zeli: «al momento non ci sono le condizioni tali per chiuderle». E questo nonostante alcune classi siano decimate. Un aspetto che Zeli commenta in questi termini: «L’avevamo detto, questa è un’influenza che si diffonderà di più rispetto alla stagionale perché è nuova, ma non sarà problematica». Zeli ha poi raccomandato di seguire le 10 regole di prevenzione che sono efficaci per limitare i contagi. Informare gli studenti sulla prevenzione è un compito che spetta agli insegnanti, mentre sono i dirigenti scolastici, in accordo con l’Asl, a poter predisporre la chiusura dell’istituto in particolari casi. L’influenza, si sa, ha un costo economico. E a farne le spese sono anche le aziende private. La buona notizia è che è possibile prendere due volte l’influenza (la A e la stagionale), ma la seconda, una volta fatta la prima, risulterà più blanda. Cosa che dovrebbe anche limitare il numero di assenze sul lavoro dei dipendenti. Molte persone si sono avvicinate al punto informativo attratte dai volontari della protezione civile. Sono loro, infatti, gli «operativi» della squadra emergenze, quelli che, in casi individuati dai servizi sociali, potrebbero intervenire per aiutare le persone costrette a casa dall’influenza A. «La nostra è una vera e propria missione» dice Gianluca Siciliano, coordinatore della protezione civile di Varese. Come riferisce il personale dell’Asl, molti passanti si sono fermati per chiedere informazioni sull’invalidità civile.

f.tonghini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google