ROMA – La relazione tecnica al disegno di Legge di Bilancio prevede, dall’anno scolastico 2027/2028, una riduzione di 6.974 posti nella scuola pubblica: 4.925 tra i docenti e 2.049 nel personale Ata. La Rete degli studenti medi critica la misura e la considera in contrasto con le richieste avanzate nelle recenti mobilitazioni.
Secondo l’organizzazione, nelle ultime settimane migliaia di studenti hanno partecipato a scioperi, manifestazioni e occupazioni chiedendo più risorse per l’istruzione, personale aggiuntivo e maggiori garanzie per il diritto allo studio. «Ogni posto tagliato significa meno servizi, meno attenzione e maggiori difficoltà per tutta la comunità scolastica», afferma Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete.
Verdecchia contesta inoltre che si parli di inclusione, contrasto alla dispersione e pari opportunità mentre vengono ridotte le risorse agli istituti. La Rete annuncia uno sciopero per il 20 novembre e nuove iniziative in tutta Italia. Chiede il ritiro dei tagli e investimenti nella scuola pubblica, sostenendo che il diritto allo studio debba essere garantito.













