VARESE Questa mattina – sabato 31 ottobre – davanti al cimitero di Giubiano, il Comitato 26 Maggio 1859 ha commemorato i 30 caduti varesini del Risorgimento. C’erano bandiere – noleggiate apposta – e figuranti in antica uniforme, tra cui due donne vestite con gli abiti delle vivandiere. Dopo una piccola celebrazione, durante la quale è stato intonato anche l’Inno di Mameli, sono stati posti due vasi di fiori ai piedi del monumento ai caduti. Pochi i cittadini che hanno preso parte alla manifestazione: alcuni hanno guardato la scena da lontano, senza capire cosa stesse succedendo.
«Abbiamo organizzato questo evento per rinverdire gli ideali del risorgimento, che sono libertà, amicizia e unità d’Italia» ha spiegato Luigi Barion, coordinatore del Comitato, sottolineando come la commemorazione non avesse alcun intento provocatorio. «Vogliamo ricordare i giovani che morirono in battaglia» ha continuato Barion. «Continueremo a riproporre la commemorazione negli anni futuri, anche per ribadire che la prima battaglia per l’Unità d’Italia è avvenuta a Varese».
Per organizzare l’evento non è stato chiesto alcun contributo economico alle istituzioni. Manifestazioni di questo tipo non richiedono il permesso del Comune, che comunque è stato avvisato insieme alla polizia e i carabinieri. «Continuiamo, invece, a chiedere al Comune i cimeli garibaldini per allestire una mostra» dice Barion. Questo per la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia che cadrà nel marzo 2011. «Per organizzare l’evento, abbiamo chiesto un sostengo
a Carlo Azeglio Ciampi, presidente del comitato nazionale». Entro la fine dell’anno, il Comitato si trasferirà nei locali di via Rainoldi 18, presso la società operaia di mutuo soccorso di Varese, di cui Garibaldi fu presidente onorario. Il Comitato non sarà più un semplice comitato, ma una onlus, associazione senza fini di lucro. Il desiderio è quello che i membri aumentino, andando a coinvolgere esponenti di tutti i partiti.
s.bartolini
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