Roma, 25 feb. (Apcom) – Uno degli effetti del confronto fra
Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini nel pranzo di oggi potrebbe
essere quello che alla riunione del gruppo del Pdl convocata per
stasera si ragionerà su una soluzione più morbida sul
provvedimento per le intercettazioni. Sebbene sia le fonti della
Presidenza della Camera che quelle di Palazzo Chigi continuino a
negare che nel faccia a faccia si sia toccato l’argomento, altre
fonti confermano che Fini avrebbe chiesto un approccio “più
ragionato e approfondito” sulla disciplina delle intercettazioni,
favorendo la “discussione parlamentare” e ammorbidendo la
normativa che, secondo il testo attuale in discussione alla
Camera, prevede che gli ‘ascolti’ possono essere fatti solo
quando sussistono ‘gravi indizi di colpevolezza’.
Una norma che nei giorni scorsi la stessa relatrice del
provvedimento Giulia Bongiorno aveva considerato troppo rigida,
chiedendo una riflessione ulteriore: tra le ipotesi, quella che
gli indizi di colpevolezza siano solo ‘sufficienti’. Quanto
all’ipotesi di fiducia, come ha più volte avuto modo di spiegare
il presidente della Camera, è uno strumento “legittimo” anche se
non sempre quello “politicamente migliore”.
Tom/Bac
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