LUINO Il progetto è ambizioso: ridare ossigeno all’economia di montagna dell’area insubrica attraverso la valorizzazione di un particolare tipo di capra, la “Nera” della Verzasca. Quattromila capi sparsi fra gli alpeggi del Varesotto e del Ticino, ma anche nelle province di Verbania e Como. Da qualche giorno è operativo, infatti, l’accordo che accomuna allevatori lombardi e la federazione ticinese ovini e caprini. Da qui al 2011 si studierà come migliorare la selezione di una specie grazie ad un contributo di oltre 200 mila euro provenienti dalla Regione Lombardia attraverso i fondi europei di Interreg, e altri messi a disposizione
dal Canton Ticino.Dopo il riconoscimento della Denominazione di origine protetta per la formaggella del luinese – ottenuta solo da latte prodotto sui monti dell’alto Varesotto e unico formaggio Dop in Italia creato esclusivamente con latte caprino – ora si punta a potenziare un settore che può rappresentare un volano economico per le ormai scarse popolazioni dei monti di confine. Tra una decina di giorni due incontri, uno a Luino l’altro a Giubiasco, serviranno per raccogliere il consenso degli allevatori e che parteciperanno al programma.Il nuovo piano pluriennale aiuterà non solo gli allevatori, ma persino i produttori di formaggi e latticini.
e.romano
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