Roma, 26 feb. (Apcom) – Francia, Germania e Regno Unito hanno
stilato una lista di nuove e più severe sanzioni contro l’Iran
per garantire all’amministrazione Usa di Barack Obama di trattare
con Teheran da una posizione di maggiore forza. Stando a quanto
rivelano oggi il quotidiano britannico Financial Times e quello
italiano Il Riformista, le sanzioni riguardano 34 aziende e 10
individui sospettati di complicità nel programma di sviluppo di
armi nucleari e biologiche.
Diplomatici europei hanno confermato l’esistenza di questa nuova
lista, ma ne hanno offerto letture diverse: per alcuni si tratta
di garantire a Washington un “bastone più lungo”, confermando
l’approccio carota-e-bastone verso l’Iran; per altri, la lista
rappresenta il tentativo dei tre Paesi europei di influenzare
l’approccio Usa nella sua revisione della linea politica da
seguire con l’Iran, spingendo verso una maggiore durezza.
Tuttavia, il dibattito ha già offerto terreno per nuove divisioni
all’interno dell’Ue, con cinque Paesi che si sono detti contrari
alla lista: Grecia, Cipro, Spagna, Austria e Svezia.
Le sei pagine della nuova lista comprendono alcuni gruppi già sanzionati da Stati Uniti e Nazioni Unite, mentre le 10 persone individuate dai tre Paesi europei non sono mai comparse in nessun documento. Nel documento si punta il dito contro la prestigiosa Università Sharif di Tecnologia, la Iran Insurance company, la Iran
Air Cargo, affiliata alla compagnia aerea di Stato, la Khatam on-Albia, impresa di costruzioni legata alla Guardia rivoluzionaria, l’Agenzia spaziale iraniana e il Razi Institute for Serum and Vaccine Production. Quindi figurano sei banche, tra cui la principale banca commerciale iraniana, Bank Tejarat, seguita da Banque Mellat, Saderat Bank, Iran e Persia International Bank.
Trita Parsi, direttore del National Iranian American Council con
base a Washington, favorevole a un dialogo diretto tra Teheran e
Washington, teme che gli Stati uniti possano rimanere
imprigionati “nella mentalità delle minacce e della coercizione”.
“Sarebbe preoccupante – ha detto al Financial Times – se da una
parte si invitasse l’Iran alla conferenza di giugno del G8
sull’Afghanistan e allo stesso tempo si applicassero sanzioni
all’Università Sharif”. Oggi, il ministro degli Esteri italiano
Franco Frattini discuterà con l’inviato Usa per Afghanistan e
Pakistan, Richard Holbrooke, l’eventuale partecipazione dell’Iran
alla conferenza, organizzata dall’Italia in qualità di Presidente
del G8.
Sim
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