ALBIZZATE Ci eravamo sbagliati. Giulio Ebagua non è quel duro che sembra. Sì, è vero, durante la partitella del giovedì contro gli allievi, dopo un controllo sbagliato sull’out di sinistra, l’attaccante nigeriano del Varese spedisce il pallone lontano sacramentando a più riprese. Mi ci sbagliavamo. Anzi: «Una volta – racconta – ridevo sempre. Per qualcuno troppo, perché avevo il sorriso sulle labbra anche quando le cose andavano male. Mi son preso le mie lavate di testa per questo e ho limato un difetto».Ebagua, cinque gare senza gol e domenica a Viareggio il suo settimo sigillo. Le mancava?È ciò che ci si aspetta da un attaccante. Non segnare deve essere uno stimolo a cercare il gol con più cattiveria. Lei ha avuto un impatto sulla gente del Varese che è difficile ritrovare in altri giocatori biancorossi anche del passato. Come se lo spiega?Penso che, al di là dei gol, vedano lo spirito di sacrificio, il dare tutto, perfino, a volte, il mandare a quel paese i compagni. Oltre a qualche bella giocata.Non crede di essere simile a mister Sannino?Forse è quello. Siamo due persone carismatiche, con un carattere forte. Solo che tra i due lui è quello che comanda. E ne sono contento: è un uomo vero, spero di poter passare questo anno ad imparare cose nuove dal mister.Gli altri allenatori che ha avuto non erano uomini veri?Sannino fa cose che non sono da tutti. Ci si dà del “tu”, si esce a cena, ti chiama per sapere come vanno le cose. Poi, lo sappiamo, i suoi toni sono a volte esagerati, ma lo fa per tirarti fuori tutto, per il bene tuo e del Varese. Alla fine, inutile nascondersi, il posto lo rischia lui.Varese terzo in classifica: non è che a questa storia dei “signori nessuno” non ci credete più?Non è una storiella. Siamo un buon collettivo, ma senza nome. Vediamo dove saremo a febbraio, poi se ne riparlerà. Bastano due-tre partite per rovinare tutto. Ma rovinare che cosa, poi, che non abbiamo fatto nulla?Pure le altre squadre sembrano snobbarvi: fastidio?Meglio così, ma lo fanno solo a parole: a Masnago le squadre vengono a chiudersi e, se penso a Como, Pro Patria o Benevento, l’hanno fatto pure in casa.L’emergenza di questi
giorni non vi spaventa?È l’alibi dei deboli. In realtà, ogni giorno scopriamo che questa squadra ha risorse che nemmeno immaginavi. Penso a Willy (Osuji, ndr): io per primo mi ero fasciato la testa e sono stato smentito.Con Sannino squalificato in tribuna, invece, le cose vanno comunque bene…Il mister è sempre con noi, ovunque sia finito in quel momento. Lo sentiamo anche quando è in curva.Domenica col Foligno che partita sarà?Da un alto sarà difficile, perché loro giocheranno a viso aperto. Dall’altro lato, penso a chi è venuto a Masnago a giocarsela, come Perugia, Arezzo, Sorrento: in quei casi ci siamo divertiti pure noi.Sembra ci sia interesse intorno a lei…So poco o nulla. Io conto di rimanere per fare qualcosa di bello col Varese. Non mi nascondo: se io penso di poter dare dieci e la piazza, invece, può dare solo tre, allora ognuno per la sua strada. L’anno scorso ero in C2 e, con tutto il rispetto, per me non conta nulla. In C1 cominciamo a ragionare rispetto alle ambizioni non solo mie.Lei punta molto in alto…Guardate: non è che di treni ne passino ogni giorno. Io penso di averne già perso qualcuno. Ho 23 anni, son giovane, non giovanissimo: penso a dove sono arrivati alcuni miei amici ai tempi delle giovanili del Torino e sono in ritardo. Non voglio si senta ancora in giro che Ebagua è una testa calda e avrebbe potuto far di più.La sua esultanza stile chitarrista: a Viareggio tutta la squadra si è unita a lei, che cosa significa?L’ho inventata a Casale. Là eravamo una banda, una sorta di disordine organizzato: a Varese significa che vogliamo cominciare ad essere un’orchestra di quelle vere, che vogliono suonare nei migliori teatri. Il direttore d’orchestra c’è.Sarebbe mister Sannino?Sì, ed è il migliore. Lui sa anche essere un ottimo animatore, uno showman, una specie di Fiorello mancato. Ma soprattutto è un direttore d’orchestra che ha vinto tre campionati ed è ancora qui. La vera domanda è che cosa ci faccia ancora Sannino in Prima Divisione.E quei polsi legati sopra la testa che esibisce di tanto in tanto?Ha a che fare con Malcolm X e con la storia della mia famiglia. Ma vi dirò tutto solo a quota dieci gol.Luca Ielmini
e.romano
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