Varese omaggia Tinto Serata speciale al Miv

Varese omaggia Tinto Serata speciale al Miv

VARESE Quando Tinto Brass per la prima volta destò scandalo, nel 1960, tanto da meritarsi la richiesta di fare da capo il suo primo film, «In capo al mondo», non fu per scene di nudo troppo osé, ma per aver raccontato, nel suo esordio, le insormontabili difficoltà di un giovane ad integrarsi nella società. Con umori ribelli e sovversivi. Quelli sì che erano spinti. Brass si limitò a cambiare il titolo della pellicola con «Chi lavora è perduto». Ed è questo Tinto Brass, quello degli esordi, il Brass-autore-provocatore, che l’Associazione Culturale Free Zone, alla Sala Urano del Miv, vuole presentare il 26 novembre dalle 17.30 in poi, con una giornata a lui dedicata e per lui concepita appositamente col titolo di «Eros e liberazione», proponendo

la proiezione di tre opere, tra le più significative e meno conosciute al grande pubblico, come la sua già citata opera prima, cui seguirà l’unico documentario di una carriera ormai ultraquarantennale, «ça ira – il fiume della rivolta» del 1964 e «Action» del 1980, avvalendosi, inoltre, alle 20.45, della preziosa presenza del regista in sala. Un omaggio, quindi, al Tinto Brass che forse solo  pochi intenditori si aspettano, legato a pellicole “libere” e “liberatorie”, non più in circolazione, eccezion fatta per «Action», che Brass, infatti, porterà con sé appositamente a Varese e il cui pacchetto potrebbe raccogliere anche il suo film probabilmente più poetico e visionario come «L’urlo», girato nella Londra sessantottina, rivoluzionaria nel costume e nella musica più di quanto lo fosse in politica.

e.marletta

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