VARESE Il calendario regionale prevede che i saldi inizino il primo sabato di gennaio, che quest’anno cade il 2. Troppo presto? Giorgio Angelucci, presidente di Confcommercio Varese, ha dato voce alla preoccupazione di alcuni negozianti e ha proposto di posticipare più avanti la stagione dei ribassi. «La data è assurda perché è troppo vicino al primo dell’anno, che è festa. Questo crea problemi dal punto di vista dell’organizzazione perché i saldi vanno preparati in anticipo». Nell’assemblea, di conseguenza, si è discusso se proporre di posticipare l’inizio al secondo sabato di gennaio, cioè al nove, oppure di trovare una via di mezzo. Sull’apertura anticipata dei saldi i commercianti varesini si dividono. «Non mi sembra una cattiva idea» dice Francesca Giovannini, responsabile di Promod. «Di sicuro dovremmo lavorare il primo dell’anno». Un negozio che prepara vetrine e cartellonistica dei saldi prima del giorno d’avvio delle vendite di fine stagione riceve una multa di 1032 euro.
Con l’inizio dei saldi al 2 gennaio, di conseguenza, gli operatori saranno obbligati a lavorare il primo dell’anno per allestire il negozio. Oltre agli straordinari, ci sono anche motivazioni di tipo economico. Come spiega, Walter La Boria, direttore di Oviesse. «Le feste portano vendite. Al due gennaio si respira ancora atmosfera natalizia favorevole allo shopping. Sovrapporre questo periodo con la prima settimana dei saldi credo che potrebbe far calare le vendite complessive. Bisogna considerare che l’andamento dei saldi si definisce nella prima settimana. Durante la seconda settimana gli acquisti calano già drasticamente. È vero che siamo in un periodo di crisi, ma credo che sarebbe meglio per i negozianti posticipare il via ai saldi di qualche giorno». Per Simona e Cinzia di Calzedonia, invece, l’apertura dei saldi al 2 non è un problema. «L’anno scorso eravamo partiti il 3 e le vendite sono andate a gonfie vele». La risposta arriverà dalla Regione a giorni.
e.marletta
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