VARESE La fase congressuale della Lega Nord, che domenica rinnoverà la segreteria cittadina eleggendo il successore di Fabio Binelli e i dieci dirigenti cittadini, è entrata nel vivo. E nelle prossime ore i candidati cercheranno di giocarsi le ultime carte a loro disposizione per strappare un voto in più. Su 103 militanti con diritto di voto nessuno per ora esprime una maggioranza schiacciante.Ma c’è chi, soprattutto quelli che fanno parte delle istituzioni, ha già deciso su quale dei due concorrenti puntare. Dichiarazioni ufficiali alla stampa su chi tifa per chi, dalla Lega, non ne arrivano. Sulle questioni interne il Senatùr ha infatti sempre messo in guardia i suoi uomini e vietato di parlare di cose troppo interne. Ma le indiscrezioni, con l’avvicinarsi della data, sono difficili da tenere nascoste. Ed è così che emerge un quadro di uomini delle istituzioni che sono schierati con il primo candidato, l’avvocato e praticante notaio Carlo Piatti, mentre lo sfidante Emanuele Monti raccoglie soprattutto il consenso del movimento giovanile e di chi siede nei cda. Il primo ha il voto sicuro dei due assessori che siedono per il Carroccio a Palazzo Estense: Fabio Binelli e Gladiseo Zagatto. Al sindaco Attilio Fontana invece non si porrà il problema di chi votare: da sempre rivendica con orgoglio la sua iscrizione nelle sezione di Induno Olona.Andando a spulciare tra i consiglieri, dove tra l’altro si trovano sia Piatti che Monti, la maggioranza dovrebbe essere schierata con Piatti. Di sicuro ha l’appoggio ufficiale del capogruppo lumbard Sergio Ghiringhelli, ma dovrebbe ottenere anche il voto di Marco Caccianiga, di Giulio Moroni e
di Silvia Marano. Oltre che sul suo, ovviamente. Mentre Monti, oltre che sul suo voto, dovrebbe avere l’appoggio di Laura Siluri.La maggioranza Piatti la ottiene anche nel mondo delle circoscrizioni, dove tutti e tre i presidenti leghisti, Massimo Realini, Fabrizio Nova e Gianluigi Lazzarini, dovrebbero votare per lui. Monti, d’altro canto, compensa conquistando il favore di altri ambienti. A suo favore andranno e preferenze del consigliere di amministrazione di Aler Andrea Canazza, oltre all’esponente del cda di Avt Marco Praderio. L’unico consigliere provinciale di Varese Marco Pinti sostiene ufficialmente Monti. E con lui c’è anche il gruppo giovanile, guidato a livello giovanile da Tommaso Colli. Sarà una lotta all’ultimo voto. Questa infatti è solo la punta dell’iceberg di una militanza folta e varia. Gli umori profondi della sezione di Varese, composta e vivacizzata anche da una storica militanza composta dai precursori, dovranno essere bene interpretati dai candidati. Soprattutto gli indecisi, che non mancano, si muoveranno in base al programma nel quale si ritroveranno di più. O meglio in base a come la persona saprà interpretare gli umori della base. Perché i documenti programmatici presentati, alla fine, non sono particolarmente diversi l’uno dall’altro nei punti fondamentali, ovvero aumentare il consenso del partito nella sua culla, coinvolgere maggiormente i militanti ed i sostenitori nella vita di sezione ed un immancabile richiamo al fatto che l’obiettivo finale rimane sempre l’indipendenza della Padania. Varese rimane la culla della Lega. Ma la Lega stravince nel Nordest, mentre la lotta per superare il partito di Berlusconi in Insubria va più a rilento. Anche questo sarà motivo di riflessione.Marco Tavazzi
s.bartolini
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