“Io non c’entro niente” Il fermato si difende

“Io non c’entro niente” Il fermato si difende

VARESE «Io non c’entro con questo delitto»: poche parole, quelle di un uomo stanco e frastornato, pronunciate nel faccia a faccia con il suo legale ieri mattina in carcere ai Miogni. Così Giuseppe Piccolomo, in stato di fermo giudiziario dal pomeriggio di giovedì, indagato per l’omicidio di Carla Molinari, cerca di chiamarsi fuori da tutti i pesanti addebiti che gravano su di lui. Il suo avvocato di fiducia, Simona Bettiati, lo ha incontrato per concordare una linea di comportamento, in vista dell’interrogatorio di convalida che avverrà nella mattinata di lunedì, di fronte al giudice per l’indagine preliminare Giuseppe Fazio.

È un uomo estremamente provato e affaticato – dice l’avvocato – in questo momento ha bisogno di tranquillità, è una vicenda enorme che lo ha travolto». Non aggiunge altro, per il momento. Lo stesso Piccolomo ha mantenuto un silenzio rigoroso da quando è formalmente indagato, cioè dall’una di giovedì mattina, una condotta dalla quale non ha deragliato nemmeno dopo il fermo cui lo ha sottoposto il pm Luca Petrucci, che sul suo conto ha assommato una lunga serie di «indizi gravi, precisi e concordanti», che lo hanno convinto appunto ad indagarlo per omicidio volontario premeditato, pluriaggravato dalle sevizie e dai futili motivi. Depositerà oggi la richiesta di convalida, chiedendo la custodia cautelare in carcere.

f.tonghini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google